Nugae

    • Generico

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    • Per il dialogo tra Elesis e Raven: Me la aspettavo una scelta del genere, allora nulla da dire =)

      Eh, ti capisco, riguardo la punteggiatura!
      Io, per esempio, ho il vizio alitare le virgole, mettendole dappertutto, visto che preferisco una narrazione non troppo veloce ma, comunque, chiara nel contenuto.
      Credo sia inutile ricordarti che tra la pausa della virgola e quella del punto c'è il punto e virgola, che il punto fermo semplice offra una pausa minore che quella del punto che fa andare accapo... Potresti provare, come credo di aver già scritto, ad utilizzare anche i tre punti di sospensione (Che, ti ricordo, sono sempre tre, metterne di più o di meno non indica una pausa minore o maggiore, è bensì un errore grammaticale!), e sì, capisco anche io come sia l'indecisione sulle pause, considerando che ci sono volte in cui devo riscrivere completamente alcune frasi che sembrano richiedere tipo due punto e virgola molto vicini, cosa che risalterebbe sicuramente all'occhio di chi legge z.z

      Riguardo il combattimento: Nah, non mi sembra scritto male, forse sono io che sono abituato a leggere in maniera diversa!

      Sìsì, non ho mai detto che tu abbia messo della punteggiatura a caso (Cosa comunque perdonabile, considerando che scrivi in maniera "Grezza", senza ricontrollare -E non è una cosa negativa, altrimenti il thread non si chiamerebbe "Nugae" in senso buono-)... Mmmmh, sinceramente non mi ricordo nemmeno cosa mi hanno insegnato, considerando che ho imparato tutto su Wikipedia (LOL), ma non li avevo praticamente mai visti usati così, e mi sembrava strano.

      Be' oddio, da quando scrivendo ci sono pause sott'intese? xD
    • Kin'Grovyle wrote:

      Be' oddio, da quando scrivendo ci sono pause sott'intese? xD

      Eh... ho la bruttissima abitudine di pensare che non solo virgole e punti simboleggino una pausa...
      Date un'occhiata ai miei racconti, se vi va.

      Mi mancherai, onee-chan

      The World is mine



    • Someone who cares

      Premessa: per questo racconto ho preso ispirazione e utilizzato una citazione di Mark Twain.
      P.S. :il titolo è preso dall'omonima canzone dei Three Days Grace


      Display Spoiler
      -Un'altra giornata schifosa- concludo raggiungendo l'accampamento. Mi dirigo verso la mia tenda a passi lenti e pesanti; tutti i soldati che si ritrovano sul mio cammino si scostano appena mi vedono: hanno paura di me: esattamente quel che voglio. Entro nella mia tenda e mi ritrovo davanti Lou, come al solito con la spada lungo la schiena. Getto il Freiturnier a terra in malo modo e inizio a togliermi di dosso la corazza, piena di schizzi di sangue, non meno della mia arma del resto.
      -Dobbiamo parlare- dice.
      -Che vuoi?- gli chiedo.
      -Si tratta di Raven-
      -Bene, dimmi tutto e levati di torno, ho da fare.- Dettogli questo, Lou comincia a fissarmi con occhi pieni di compassione paterna; in questi momenti vorrei tanto dargli un pugno dritto in faccia, sono sicuro che smetterebbe all'istante. Lo fisso anch'io, e mi rendo conto di quanto sia invecchiato: i capelli stanno diventando grigi, ai lati della bocca si sono formate delle rughe sempre più marcate, e anche sui campi di battaglia non è più abile come una volta. Francamente, comunque, di lui non m'importa, anzi, è proprio lui quello che non si è mai veramente importato niente di nessuno: è solo un falso, un bugiardo, ecco cos'è.
      -Questo non è il posto adatto: seguimi.- dice dopo lunghi istanti.
      Camminiamo per quasi un'ora, fino a giungere in un folto bosco, piuttosto distante dall'accampamento militare. Lou si ferma di scatto e dice: -qui andrà benone-.
      -Allora?- chiedo -Si può sapere cosa vuoi?- Lou si siede lentamente a terra, appoggiando la schiena al tronco di un albero. Prende un bel respiro, e poi inizia a parlare: -Sei stato tu a uccidere Raven, vero Chung?- Resto impassibile per un po', ma non riesco a trattenermi: esplodo in una grande risata.
      -Tutto qua?- chiedo ridendo ancora -Volevi prendermi un po' in giro?- torno serio -Ti ho detto che non ho tempo da perdere.-
      -Chung...- inizia lui -che fine ha fatto il tenero e coraggioso ragazzino che eri quando ti conobbi a Ruben?- Ora basta, basta, non può usare quel ridicolo tono con me: gli sferro un calcio in pieno volto, e finisce con l'accasciarsi a terra. Resta così solo per qualche istante, dopodichè scatta in piedi.
      -Chung- dice con estrema serietà -so che tu hai ucciso Raven: ho condotto lunghe ricerche, e i risultati hanno avuto le prove studiando le ferite sul corpo di Raven.- pausa -Solo tu potevi avergli creato delle ustioni di quel genere; staccargli il braccio Nasod dopo averlo ammazzato non è bastato per farmi credere che fosse stato Berrut come avevi tu affermato... o sbaglio?- Se ha capito, penso sia inutile negare l'evidenza.
      -Ebbene- dico con tono provocatorio -che intenzioni hai? Sono più forte di te, non puoi battermi né tantomeno impedirmi di ucciderti.- concludo inespressivo.
      -Questo è vero- risponde -ma innanzitutto non ho intenzione di uccidere un mio allievo; secondo... sei disarmato.- Un sorriso furbetto appare sulle sue labbra. Decido che è il momento più adatto per rispondergli per le rime.
      -Ti faccio presente che, mentre tu sei solo un capitano, io sono un colonnello.- Mi prendo una pausa di qualche istante, assaporando la mia netta superiorità rispetto a quell'uomo, a quel fallito: da quando era sedicenne, ha sempre fatto parte dell'esercito, eppure non è mai arrivato oltre il grado di capitano. Io, invece, entrato nell'esercito all'età di ventotto anni, sono diventato colonnello. -Quindi non permetterti di chiamarmi allievo, razza di nullità, altrimenti scompare anche quel misero grado che ti ritrovi.- Un'espressione trionfante mi si stampa in volto. -Infine...- comincio a sogghignare -non sono disarmato, sai?- Sollevo il braccio sinistro in aria, e urlo a pieni polmoni: -Reckless Fist!- Il mio braccio si trasforma: diventa di metallo, metallo Nasod per la precisione; diventa più grosso, muscoloso, scuro con chiazze arancioni; le estremità delle dita diventano veri e propri artigli. Terminata la trasformazione, sento per un breve momento un dolore lancinante lungo tutto il braccio. Lou mi fissa sbalordito.
      -Non... non... non può essere! Quello...-
      -Esattamente- lo interrompo ridendo istericamente -Questo è il braccio Nasod di Raven: dopo averlo ucciso, è bastato usare un incantesimo alchemico... ed eccomi qua.- Lo fisso direttamente negli occhi, con aria trionfante e di sfida allo stesso tempo. L'espressione di Lou, da sorpresa, diventa carica di odio: era ora che smettesse di comportarsi come un falso.
      -Tu!- urla -Hai ucciso Raven... per questo?!- Inizia a lacrimare: patetico. -Raven era tuo amico, vi conoscevate da una vita... si fidava di te! Non ti perdonerò mai per quello che hai fatto, Chung!!- Detto questo, afferra la sua ridicola spada rettangolare e scatta verso di me. -Mega slash!- con un rapido fendente cerca di colpirmi sul lato destro del corpo: una strategia da due soldi. Con un movimento velocissimo, afferro la lama della spada con la mano del braccio Nasod e la strappo dalla sua ormai debole presa, gettandola lontano; senza perdere un istante, parto all'attacco il più velocemente possibile, lasciandomi guidare dalla furia distruttrice del mio braccio: -Wild charge!- Colpisco Lou alla cassa toracica con il pugno Nasod alla massima velocità, utilizzando allo stesso tempo il massimo della potenza; in questo modo scaravento contro un albero il mio avversario, che cade a terra, privo di forze. Lo fisso, mentre si contorce nel fango per il dolore. -Ho vinto- dico senza espressione dopo qualche attimo di silenzio -con una sola mossa, per giunta. Sei proprio invecchiato, lasciatelo dire.-
      -C-Chung!- urla Lou disperatamente -Non è troppo tardi per tornare sui tuoi passi! Puoi ancora...-
      -Taci!- rispondo; ora si mette a chiedere pietà? E questo sarebbe uno degli spadaccini più forti dei Mercenari Rossi? -Sarei tentato di finirti in grande stile con un'esplosione nucleare... ma purtroppo sarebbe uno spettacolo troppo vistoso, i soldati accorrerebbero qui a frotte.- Pausa -Però... Archenemy!- quattro lance di colore nero appaiono alle mie spalle, pronte a muoversi secondo le mie direttive. Assaporo ancora per qualche momento quella schiacciante vittoria, poi sollevo Lou col braccio meccanico afferrandolo per il collo -Allora? Le tue ultime parole?- gli chiedo con un sorriso trionfante; Lou non riesce a reagire, probabilmente gli avrò spezzato qualche costola. -Spero che tu un giorno ti penta per quello che hai fatto, Chung.- dice. Lo fisso in silenzio, fino a quando non sento la rabbia tendermi i nervi come corde di violino: questa nullità non può, non deve permettersi di parlarmi così. -Crepa!!- urlo, e le quattro lance lo trapassano da parte a parte contemporaneamente; lo tengo sollevato per il collo ancora per un po', mentre il sangue cola copioso lungo i suoi vestiti infangati. Allento pigramente la pressione sul suo collo, finchè non sfugge alla mia presa cadendo per terra in un miscuglio di sangue e fango. Finalmente: è morto. Per un po' non si sente altro che il cinguettare di qualche uccellino; volgo lo sguardo al cielo ricoprto di nuvole; lentamente, il silenzio del bosco lascia il posto alla mia risata isterica.

      Mi avvio verso la chiesa tutta contenta, come sempre del resto. Il cielo è pieno di nuvole, potrebbe iniziare a piovere da un momento all'altro, ma è da un po' che non raggiungo la mia piccola cappella in mezzo al bosco; la chiesa in questione è effettivamente un edificio molto piccolo, quasi completamente nascosto in mezzo agli alberi: fatta eccezione per qualche viandante, solo io ne conosco l'esistenza. Prima dell'arrivo dei demoni, a poca distanza dal bosco c'era un grande villaggio dove io e mi miei compaesani vivevamo in pace e tranquilltà; i demoni lo hanno devastato, e solo io e mia madre siamo sopravvissute: da allora abbiamo sempre vissuto cacciando nei boschi. L'anno scorso, tuttavia, mia madre è morta: mi sono sentita sola, disperata, abbandonata al mio destino... Avevo bisogno di qualcuno che mi desse forza, che mi facesse sperare: mi affidai alla religione. Dopo la morte di mia madre, sono tornata presso la piccola chiesetta, ormai abbandonata, e l'ho risistemata come meglio potevo: quell'edificio è l'unico luogo che mi dia conforto e forza di andare avanti; ogni volta che vedo il grande crocifisso nella parete in fondo, qualunque sia il mio stato d'animo, mi sento subito meglio.
      Anche oggi ho raggiunto la chiesa, con la lancia sulle spalle come sempre, per difendermi da eventuali animali feroci o, nel peggiore dei casi, da qualche demone. Però, una volta lì, noto che il grande portone è spalancato: poco male, se c'è dentro qualche demone, gli darò una bella lezione. Mi avvicino all'entrata, naturalmente senza armi: se ci sarà da combattere, avverrà fuori, non permetterò spargimenti di sangue all'interno di quel luogo sacro. Mi affaccio e chiedo a gran voce: -C'è qualcu...- Prima che possa finire la frase, noto un uomo dai capelli lunghi in piedi sulla navata centrale: sta fissando, con tutta probabilità, i simboli cristiani sulle mura. Indossa una canottiera e dei pantaloni, questi ultimi sono corazzati, come gli stivali; guardando meglio i suoi stivaloni, noto il simbolo delle guardie imperiali: è un soldato, dunque. Sul volto ha un paio di cicatrici, i suoi capelli biondi sono lunghi e lisci, ma sporchi e spettinati.
      -Benvenuto!- gli dico senza pensarci una volta di più -Mi chiamo Ara Haan, e mi occupo della manutenzione di questa chiesa.- gli sorrido, ma lui non mi degna di uno sguardo; mi avvicino, e concludo che è meglio essere formali con un militare: -Anche lei è cristiano?- gli domando, e pur senza voltarsi verso di me, sgrana gli occhi di scatto. Restiamo così qualche minuto, in un silenzio un po' imbarazzante, dopodichè mi avvio verso l'altare, dove mi inginocchio e inizio a pregare silenziosamente. Di scatto, l'uomo inizia a ridere istericamente; mi volto verso di lui, fra lo spavento e la sorpresa, e ho appena il tempo di rendermi conto che è a un passo di distanza da me, quando all'improvviso mi afferra per il collo: il suo braccio sinistro col quale mi sta soffocando è diventato metallico, sembra quasi la zampa di un mostro demoniaco. Mi solleva da terra, ed ora mi fissa direttamente negli occhi: ha smesso di ridere, ha uno sguardo serio e arrabbiato. -Cristiano? Cristiano?!- e detto questo, mi scaraventa contro una panchina -Mi prendi in giro, vero?- continua, mentre un dolore acuto si diffone lungo la schiena -Io... cristiano?!- Sono terrorizzata e confusa, e come se non bastasse, sono ferita alla schiena, quasi non riesco ad alzarmi: l'urto è stato più forte di quanto temessi. -Non scherzare- riprende, però adesso è calmo -lo vedi questo braccio? Lo vedi? Ha ucciso molti più innocenti che demoni, ho ucciso un mio amico per averlo, ucciderà ancora migliaia di persone, e mi chiedi se sono cristiano?!- Evidentemente è un folle: forse si sente solo, sente di aver commesso troppi peccati e per questo si sente lontano dalla religione.
      -A-Ascoltami...- dico con voce flebile -Io non so...- e qui comincio a tossire e sputare sangue: l'impatto deve avermi procurato dei danni molto seri -...non so chi tu sia... però sappi che Dio c'è per tutti.- noto con piacere che mi sta ascoltando con uno sguardo interessato -Non è mai troppo tardi per pentirsi delle proprie malefatte: ti basterebbe pregare...-
      -Pregare per Dio?- mi interrompe.
      -B-Beh... sì.- dico con respiro affannato. L'uomo si volta verso il crocifisso: -E Satana?- mi domanda di scatto, senza spostare lo sguardo dal crocifisso; resto sorpresa da quella domanda: forse, a causa dei suoi crimini, si sente più vicino al male che a Dio. -Satana è il male.- gli rispondo -Ciò che devi fare è...-
      -...pregare per Dio- dice interrompendomi ancora -ma io voglio sapere: chi prega per Satana?- Che razza di domanda è? -Non si prega per il male, si prega per il bene!- rispondo, rimettendomi in piedi; forse, un po' alla volta, lo sto convincendo.
      -Ti riformulo la domanda- e mi chiede con estrema calma:

      -Chi prega per Satana, colui che più di tutti ha bisogno della pietà e della compassione di Dio?-

      Resto spiazzata da quella domanda: non so che rispondere. -Nonostante la religione cristiana sia sempre propensa a voler bene al prossimo, è difficile trovare qualcuno che si importi di te- riprende, sempre con estrema calma -se il diavolo, colui che per primo dovrebbe essere assistito da Dio, viene scacciato e ritenuto nocivo, non c'è posto neanche per me.- Scatta verso di me e sento un dolore lancinante allo stomaco; abbasso lo sguardo, e lo vedo: col suo braccio meccanico mi ha trapassato da parte a parte. Restiamo così in silenzio forse per un minuto intero: ormai sto perdendo i sensi, la vista si sta offuscando, le gambe non hanno più forza; l'uomo estrae il suo braccio dal mio corpo, e di conseguenza cado per terra, in un'enorme pozza formata dal mio sangue. Prima che i miei occhi si chiudano, vedo l'uomo che, avvicinatosi al portone, si gira e punta la protesi metallica verso il fondo della navata: ne fuori esce un enorme proiettile incadescente, e dopo un istante un'enorme esplosione spezza il silenzio.
      Date un'occhiata ai miei racconti, se vi va.

      Mi mancherai, onee-chan

      The World is mine



      The post was edited 2 times, last by JapanLegend ().

    • Non male, ma mi pare troppo comodo che non gli abbia lasciato il tempo di trovare la risposta.
      Inutile chiederti se sei cattolico, vero?
      Ci rimango sempre deluso ogni volte che sento "io sono ateo". Non riesco a vedere nulla in questa scelta, non penso di riuscire a comprenderla.

      La mia stima ad Ara Haan, mi è sempre piaciuta ma questi panni la vestono incredibilmente bene :D bravo.
      Dato che hai probabilmente (e giustamente) espresso il tuo pensiero in questo testo, se ti interessa sono disposto a discussioni filosofiche, ma ti avvero che non ho ancora la risposta a quella domanda, probabilmente la troverò parlandone con te o chiedendo a un sacerdote :)
      Sono saggi. Alcuni. Non siamo tutto oro che luccica, sicuramente, ma ad esempio gente come Ara Haan è meritevole di un rispetto così profondo che potrei innamorarmi.


      GRAZIE PER L'AVATAR, ANGELYNE!

      u.u
    • Sono felice che ti sia piaciuta!
      Allora, per risponderti:
      -sono cristiano cattolico, anche se a dir la verità sono un tipo poco religioso;
      -questo racconto non è altro che una storia con una trama completamente inventata, e qualsiasi messaggio possa venirne fuori, per me resta all'interno del testo: in altre parole, non ho cercato di lasciare una "morale" o altro;
      -la domanda fatta da Chung è una citazione di Mark Twain, mi è rimasta impressa in mente e, non saprei dire perché, ho fatto interpretare proprio a Chung questo ruolo.

      micheleX wrote:

      se ti interessa sono disposto a discussioni filosofiche

      TI farò sapere, anche se come ti ho detto non sono molto legato alla religione.
      Date un'occhiata ai miei racconti, se vi va.

      Mi mancherai, onee-chan

      The World is mine



    • Chi non è molto legato alla religione spesso è legato alla filosofia, alla scienza, la musica (ebbene sì?) o nel caso peggiore non gliene frega niente di nulla definendosi uno che vive alla giornata. Come se fosse vera la storia del vivere alla giornata. Sarebbero tutti già morti così.

      Tolto questo mio pensiero, che ovviamente è odioso per blablabla, devo dire che non ho la più pallida idea di chi sia Mark Twain.
      Toglimi una curiosità: nel tuo fanclub avevi detto che Chung sarebbe stato come quello di Tatapuccitti e una principessa aggraziat.. oh! Mi rendo conto solo adesso che la parte sbarrata nella mia citazione era quella sbagliata. Effettivamente sarebbe stato strano fare il contrario.

      Niente.
      Complimenti.


      GRAZIE PER L'AVATAR, ANGELYNE!

      u.u
    • Non ho ancora avuto il piacere di leggere tutti i tuoi racconti, ma come sai impazzisco per la tua produzione no-sense. Decisamente fantastica! :rofl:
      Voglio parlarti di What do you mean?, al quale sono giunto cercando un racconto demenziale, no-sense, dall'indice.
      Mi hai piegato dalle risate con la tua coraggiosa follia.
      Sono rimasto però molto colpito da una sequenza piuttosto particolare, quella in cui Golfred detto Giuseppe si eleva grazie all'ausilio di una stufa elettrica e riesce ad essere acclamato dalla folla come eroe nonostante nessuno avesse capito nulla del suo discorso. Mi sono ritrovato preso a riflettere e a constatare che in effetti è proprio così. Noi acclamiamo spesso qualcuno per la solennità dei suoi discorsi e non per i contenuti, i messaggi, i propositi delle sue argomentazioni; da brave pecore senza un briciolo di senso critico.
      Un significato del genere non mi sarei aspettato di trovarlo in uno dei tuoi simpaticissimi racconti no-sense. Voluto, oppure no? :P
      Ho passato velocemente in rassegna ai commenti precedenti, ma non ho trovato riscontri. Mi piacerebbe andare a caccia di altri significati, in onestà! :rolleyes:
      Rinnovo in ogni caso i miei complimenti. Ti adoro tanto anche io - anche perché ho constatato che micheleX la pensa come me! XD -! :love:

      Ringrazio Snikth per il meraviglioso set!
    • Bè, che dire, stavo facendo un giro sul forum, e mi trovo davanti al FunClub: JapanLegend. Incuriosita (e anche perchè tanto io se non ho nulla da fare, vado dove capita), e incomincio a leggere. Dopo tutti quei complimenti, mi chiedo <<Se lo ammirano così tanto, varrà la pena leggere i suoi racconti.>> E poi, nient' altro, sono venuta qui, ho letto i racconti, e mi sono piaciuti molto. Sono molto belli e carini, certo, non sono perfetti, errori di punteggiatura, ortografia e un pò di confusione quà e là, ma sono meritevoli di lode (che gergo, non lo capisco manco io U.U"). Vorrei descrivere in poche parole i racconti:


      -Brevi irresolutezze: non mi è mai piaciuto questo genere, ma è fatto bene.
      -Let her go: *piange come una fontana allagando mezza camera*.
      -Quell' Add che non conoscete: il Don Giovanni di Elios, anche se ora vorrei tanto riempire di botte Add.
      -What do you mean?: *ride come una matta*.
      -Jubel: che dire, bello.
      -Changes: Raven si sta rammollendo XD. Anche se commovente sulle riflessioni.
      -someone who cares about you: titolo molto azzeccato (ci tenevo a precisarlo), ma Chung con il braccio di Raven si è...""""""""""""Ravenizzato""""""""""""""?
      ~Micetto personale di World~
      ~Proprietaria della catena di commercio di Penicotteri~
      Non ho voglia di cercare una firma.
      Deal with it.
    • Eheh, visto quanta gente per merito del fanclub che ti ho fatto? ù.ù Grazie, grazie ewe

      Comunque, ho fatto alla mia prof di religione la domanda di Mark Twain o come si chiama, e mi ha risposto subito che il diavolo non è aiutato da Dio perché gli mancano i doni! Infatti, guardando su Wikipedia c'è la conferma, se non vi fidate u.u

      "Per la dottrina cristiana, nella stessa pneumatologia, vanno distinti i sette doni e i nove frutti dello Spirito Santo.[1] I primi sarebbero, tanto quanto i sacramenti, indipendenti dal cammino di santità così com'è delineato nel modello proposto dalla Chiesa, mentre gli altri invece no. I doni sono tutti connessi tra di loro alla Grazia di Dio per questo motivo non possono esistere in una persona che non è in stato di grazia. Chi ha la carità ha anche tutti e 7 i doni. Tali doni sono necessari alla salvezza."

      [fonte Wikipedia]


      GRAZIE PER L'AVATAR, ANGELYNE!

      u.u
    • micheleX wrote:

      Comunque, ho fatto alla mia prof di religione la domanda di Mark Twain o come si chiama, e mi ha risposto subito che il diavolo non è aiutato da Dio perché gli mancano i doni!

      Capisco... quindi c'è una risposta :!:
      Ad ogni modo, sia chiaro che all'interno della storia la domanda ha più che altro un valore simbolico, perché Chung si sente cattivo, si sente vicino a satana (proprio perché è cattivo) e non si sente diverso da quest'ultimo. Chiaro è anche che il Cristianesimo citato nel mio racconto è fondato su una religiosità piuttosto semplice: Ara non è una studiosa, è solo una fedele che vede, appunto, nella fede la speranza e la forza di andare avanti, che crede e prega Dio... e nient'altro, non conosce tutti gli aspetti e le conoscenze varie della religione.
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      The World is mine



    • Temo che per un po' non mi farò sentire con nuovi racconti... C'è un certo problema che si sta facendo sempre più ingombrante (noto col nome di "scuola") e non riesco più a trovare... l'ispirazione, diciamo così.
      Avevo una mezza idea di scrivere qualcosa legato a "Brevi irresolutezze" (oh, non puoi immaginare da quanti anni nella mia mente frullavano i personaggi di quel racconto e_e), ma non so quando metterò nero su bianco... temo che, fino a fine maggio non posterò novità... :S
      Ok, è vero che io scrivo per passatempo, come una sorta di hobby, però se non riesco a concentrarmi non riesco a tirare fuori un ragno dal buco.


      *sigh*
      Date un'occhiata ai miei racconti, se vi va.

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      The World is mine



    • Burning in the skies

      Premessa: questo è il "continuo" di Someone who cares about you, e vi consiglio di leggere prima quest'ultimo per comprendere al meglio la trama.
      P.S.: se non si fosse capito, all'inizio Elsword ha l'aspetto di un LK.

      Display Spoiler
      È passato molto tempo dall’ultima volta. Il cielo è nuvoloso come allora, e qualche goccia d’acqua sta già cadendo. Sto indossando il mio solito mantello con cappuccio e al disotto, come sempre, la mia armatura rossa e bianca ricca di decorazioni.
      Smetto di fissare il cielo, abbasso il cappuccio sulla testa, spostando i capelli rossi all’indietro e mi avvio. Ci vorranno pochi minuti, se la memoria non mi inganna. Infatti dopo pochi minuti mi ritrovo dinnanzi la chiesetta: sembra ancora intatta, proprio come quando la lasciai mesi or sono. Avvicinandomi però, noto un uomo dai lunghi capelli biondi, folti ma molto spettinati, avviarsi verso l’uscita: già da qui vedo che indossa le corazze imperiali. L’uomo gira su sé stesso, fissando il fondo della navata centrale: adesso mi accorgo che il braccio sinistro è enorme, metallico e ha una forma inquietante. Per qualche istante, l’uomo non si muove, poi con uno scatto punta la protesi avanti a sé e scaglia un enorme proiettile incandescente all’interno della chiesa. Io sbarro gli occhi davanti a quella scena: che diavolo sta succedendo?! Tiro fuori la mia lunga spada rossa dal fodero e mi getto verso di lui a gran velocità, ma senza fare il minimo rumore: sono pur sempre un ex assassino. L’uomo si volta all’improvviso verso di me e para il mio fendente col suo braccio modificato, e un istante dopo con la mano “normale” mi colpisce alla bocca dello stomaco: resto stordito per qualche momento, e lui ne approfitta per sferrare un attacco caricato col la sua protesi metallica; mi scaraventa diversi metri lontano da lui. Mi rialzo impugnando la mia spada e urlo:- Non la farai franca, farabu…- Ma lui non c’è più: è scomparso; mi giro attorno freneticamente, ma non riesco a vederlo da nessuna parte. -Dannazione!- esclamo. Riprendo fiato, dopodiché, rinfoderata la spada, entro nella chiesa: spero che i danni non siano troppo seri. Mi fermo sulla soglia… e la vedo… Ara è per terra, in un bagno di sangue. -Ara!!- urlo a squarciagola correndo verso di lei; Ara sposta debolmente lo sguardo verso di me. -Elsword…- dice in un sussurro -sei tornato… sei davvero tornato…- ora sta abbozzando un piccolo sorriso.
      -Ara!- esclamo ancora una volta acquattatomi di fianco a lei -Che è successo?! È stato quel farabutto dai capelli biondi, non è vero?! Io…-
      -Calmati- risponde lei, con un tono soffice e pacato -sto bene… non preoccuparti.-
      -Mi prendi in giro?!- le urlo -Quella ferita è mortale!- le lacrime iniziano a scendere lungo le mie guance -Non puoi morire! Io… ho bisogno di te! Se ho smesso di essere un assassino… di essere un uomo senza fede… lo devo solo a te!- Inizia ad appannarsi la vista.
      -Elsword- dice Ara -tranquillo, va tutto bene…-

      Conobbi Ara diversi mesi fa. Ero inseguito da una decina di soldati: avevo fatto fuori l’ennesimo comandante corrotto, avrebbero dovuto ringraziarmi, altro che inseguirmi. Grazie ad un folto bosco, li avevo seminati, e mi ero nascosto in una piccola chiesa che si ergeva nei paraggi: figurarsi se venivano a controllare qua dentro. -Una chiesa cristiana- dissi fra me e me una volta entrato nell’edificio -sono sempre più numerose, a quanto pare…-
      -Quindi lei non è cristiano?- disse una voce femminile da dietro di me. Io mi voltai di scatto impugnando la mia spada: mi ritrovai di fronte ad una ragazza giovane, dai lunghi capelli neri e occhi giallognoli; non era molto spaventata, ma comunque sorpresa dalla mia reazione.
      -Chi sei?- le chiesi con circospezione.
      -Mi chiamo Ara Haan- rispose sorridendomi -mi occupo della manutenzione di questa chiesa. Se non sono indiscreta, lei come si chiama?- Mi sembrò inoffensiva…
      -Mi chiamo Elsword- risposi -e sono ateo. Quindi fammi il favore di tenere per te i tuoi discorsi religiosi.- Detto questo, feci per sedermi su una delle panchine.
      -Perché sei ateo?- mi domandò dopo qualche minuto di silenzio.
      -Ci tieni davvero a saperlo?- le dissi di rimando.
      -Certamente!- rispose di scatto.
      -È presto detto: sono un assassino- iniziai -spesso e volentieri uccido anche dietro pagamento. Ti basta?-
      Restammo in silenzio per un bel po’ di tempo.
      -Non capisco il nesso fra essere assassino e non essere cristiano.- Disse Ara ad un tratto.
      -Ti aspetti che un uomo che fa fuori i suoi simili per questioni di soldi sia cristiano?- Le domandai irritato.
      -Se tu diventassi cristiano, potresti anche smettere di uccidere pers…-
      -Cosa che non ho intenzione di fare- dissi interrompendola -i soldi mi servono, e uccidere è l’unica cosa che so fare bene.-
      E di nuovo calò il silenzio.
      -Dio c’è per tutti- disse lei rompendo ancora una volta il silenzio a me tanto caro.
      -Mi stai infastidendo,- scattai, evocando la mia Cornwell -che ne diresti se ti sgozzassi qua, di fronte al tuo bel crocifisso?-
      -Se tu abbracciassi il Cristianesimo- continuò imperterrita, stringendosi le mani al petto -Dio ti perdonerebbe, lo sai?-
      -Avrò ucciso centinaia di persone… se aggiungiamo quelli uccisi sul campo di battaglia quando ero ancora militare arrivio forse a mille. Figurarsi se Dio si mette a perdonare me….- Tornai a sedermi sulla stessa panchina, ma la ragazza si sedette proprio vicino a me.
      -Sappi che Dio è pronto ad assolvere i tuoi peccati- disse con un tono soffice e dolce -semplicemente devi essere tu a chiedere perdono. Capisci?- Mi voltai verso di lei: stava sorridendo, e aveva uno sguardo speranzoso.
      -Non posso…- risposi, stavolta con tono calmo -non posso farlo. Sono stato un militare, ho ucciso non solo per soldi, ma anche per questioni di principio, politiche e roba così… ho ucciso molte persone perché facendolo sapevo di fare una cosa per me giusta. Pentirmi di quel che ho fatto significherebbe rinnegare le mie idee e i miei principi.- Conclusi sospirando.
      -Non devi pentirti delle tue idee- riprese -devi pentirti degli omicidi commessi, delle malefatte: né le tue idee né i tuoi principi devono mutare.- La fissai colpito.
      -Perché sei così ostinata a farmi seguire la religione?- Chiesi incuriosito; lei sorrise di nuovo.
      -C’era una volta un uomo che, viaggiando, incappò in una banda di briganti che lo derubò di tutto, lo picchiò e poi se ne andò, lasciandolo per terra mezzo morto.- La scrutai con sguardo interrogativo senza però interromperla. -Per caso, un sacerdote si trovò a passare per quella stessa strada ma, quando lo vide, passò oltre. Anche un altro uomo, giunto in quel luogo, lo vide e andò avanti. Invece un samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto lo vide non poté fare a meno di aiutarlo. Si avvicinò al disgraziato, gli curò le ferite e, dopo averlo caricato sul suo cavallo, lo portò a una locanda e si prese cura di lui. Il giorno seguente, prese dei soldi che aveva con sé e li diede al locandiere, dicendo: “Abbi cura di lui e, ciò che spenderai in più, te lo restituirò al mio ritorno”.- Dopodiché rimase in silenzio per almeno una decina di minuti. -Io sono come il samaritano: aiuto il prossimo; diceva Gesù: “ama il tuo prossimo come te stesso”.-
      Non potei fare a meno di sorriderle: le sue erano parole semplici e ingenue, pronunciate ad un perfetto sconosciuto, e la sua storia non era nemmeno perfettamente calzante alla situazione (voglio dire, chi sarebbero il sacerdote e l’altro uomo, metaforicamente parlando?), eppure ci credeva sul serio. Alla fine, riuscì a convincermi: io, Elsword, noto come “il demone dalle mille lame”, “lo sterminatore spietato” e parecchi altri epiteti (poco lusinghieri)… ero divenuto cristiano. Questo cambiò totalmente la mia vita: ho smesso di uccidere a pagamento. Di conseguenza ho cercato un lavoro onesto, ho fatto amicizie… tutto questo nel giro di pochi mesi; sono perfino fidanzato. È stato sufficiente smettere di essere un assassino, e sicuramente non sarebbe mai successo se non fossi diventato cristiano.

      -Ara…- dico -tu… tu sei il mio buon samaritano, ricordi? Non puoi morire qui, e adesso… ho bisogno ancora di te! Ho… ho tante cose da raccontarti! Adesso ho un lavoro, ho degli amici, e sono fidanzato!- Le mie parole scorrono come un fiume in piena. Ara quasi non respira più.
      -Ne sono… felicissima… Elsword…- dice in un soffio, senza smettere di sorridermi -sii felice anche tu… in fin dei conti… forse incontrerò di nuovo mia madre… chissà…- e fa una piccola risatina.
      -Ara… ti prego…- dopo qualche istante, me ne rendo conto: ha smesso di respirare -A-Ara?- la scuoto per le spalle dapprima dolcemente, poi con crescente violenza. -Ara!!- urlo a squarciagola, ma non può più sentirmi. Non mi muovo, rimango immobile al fianco del suo corpo ormai privo di vita: non riesco ad allontanarmi da lei. Perché è successo tutto questo? Cosa aveva fatto Ara per meritarsi una fine del genere? Era ancora giovane, poteva vivere ancora decine e decine d’anni: che colpa aveva? Colpevole di essere sempre stata troppo altruista con tutti? Volgo lo sguardo verso il soffitto e inizio a gridare: -Perché lo hai fatto?!- sento la rabbia ribollirmi nelle vene -Al mondo non c’era persona che meritasse la morte meno di lei!- Ma a che serve inveire contro il creatore? Forse avevano ragione: il fatto che esista Dio, non vuol dire che sia benevolo… no, devo evitare pensieri del genere; me lo ha insegnato Ara: Dio c’è sempre, sia nei momenti difficili, sia in quelli felici. Scatto in piedi: -Mio signore- sussurro fra me e me -perdona il peccato che sto per compiere.- Guardo un’ultima volta il corpo senza vita di Ara: -Non preoccuparti, ti vendicherò.- E corro verso l’uscita.

      Quella ragazza mi aveva davvero innervosito: poteva tranquillamente starsene zitta, e invece aveva dovuto infastidirmi. Avrei dovuto ucciderla in un modo più spettacolare, tipo un’enorme esplosione… poi quel ragazzo dai capelli rossi: figurarsi se ho tempo per giocare con un moccioso come lui. Ci vorrà più di un’ora per arrivare all’accampamen… -Colonnello! Finalmente l’ho trovata!- mi volto e il mio sguardo incrocia quello di Thomas, uno dei miei servetti, che sorregge a malapena il peso del mio Freiturner -All’accampamento cominciavamo a preoccuparci, visto che lei e Lou non tornavate…- Ah già, ho ucciso Lou qualche ora fa. -Comunque le ho portato la sua arma!- e mi porge il bazooka -E il capitano dov’è?- Ho voglia di sfogarmi un po’: afferro la mia arma, e scatto verso il ragazzino: -Urlo del lupo!- un raggio energetico lo colpisce in pieno staccandogli la testa. È morto subito, che seccatura: come posso sfogarmi se il mio bersaglio muore con un colpo? Cerco di contenermi, dopodiché mi dirigo verso l’accampamento: la strada è lunga, e pensare che Thomas aveva percorso tutto il tragitto con il mio bazooka sulle spalle.

      Mi sento osservato. D’un tratto un urlo spezza il silenzio del bosco: -Super fendente!- Riesco a voltarmi in tempo e a parare il colpo con la mia arma, dopodiché scatto all’indietro… e guarda un po’ chi è: il moccioso dai capelli rossi. Mi fissa dritto negli occhi impugnando a due mani la sua spada: uno sguardo carico di odio… proprio come quello di Raven. Sorrido: -Buongiorno. A cosa devo la sua visita?- Adoro stuzzicare i miei avversari.
      -Sono qui per far giustizia.- proclama con tono patetico, e non posso fare a meno di esplodere in una grossa risata.
      -Ma non mi dire…!- rispondo -E dimmi, in cosa consiste il tuo “atto di giustizia”?-
      -Prima vorrei farti io qualche domanda.- Ora sembra più calmo: bene, un po’ di conversazione prima di un duello è sempre gradita.
      -Ti ascolto.-
      -Hai ucciso tu Ara, non è vero?- Ara? Chi sarebb… ah, giusto, la piagnucolona cristiana.
      -Sì, sono stato io.- rispondo con un grande sorriso. Il ragazzino digrigna i denti.
      -E adesso… dimmi…- cerca di dire con quanta più calma possibile -Perché lo hai fatto?- Che noia questo qui.
      -Mi stava infastidendo.- dico seccamente.
      Il moccioso spalanca gli occhi, e non fa altro: per una manciata di minuti restiamo in silenzio, fissandoci l’un l’altro. All’improvviso, impugnando la spada, scatta verso di me urlando: -Farabutto! Non ti perdonerò mai!- Comincia a menare fendenti a gran velocità, ma in modo coordinato, preciso, è ben addestrato: ottimo. Appena ne ho l’opportunità mi allontano ed evoco di nuovo il mio braccio Nasod. -A quanto pare- gli dico -ci sarà da divertirsi! Modalità Berserker!- Il mio corpo viene interamente rivestito da una spessa armatura bianca, la testa da un grosso elmo con una lunga criniera blu, e anche il mio Freiturner diventa più grande e più forte. Con un ampio salto, piombo a un soffio di distanza dal ragazzo, spaccando il terreno circostante e senza perdere un attimo sparo un proiettile dritto alla sua testa: il mio avversario finisce per aria, dunque salto nuovamente anch’io seguendo la sua traiettoria e col braccio Nasod lo colpisco in pieno stomaco, facendolo precipitare al suolo.
      -Tutto qua?- chiedo provocatoriamente -Dai, non deludermi, oggi voglio sfogarmi un po’!- Inizio a ridere istericamente: sento già l’adrenalina a mille dentro di me. In tutta risposta, scatta in piedi correndo verso di me a spada tratta; io resto immobile, curioso di sapere quale sarà la sua prossima mossa. D’un tratto, rotea su sé stesso cercando di colpirmi con la spada; io paro senza problemi il colpo, ma subito ripete quel movimento rilasciando un’enorme onda di energia: niente di che, è sufficiente difendermi dietro il mio bazooka. Che delusione. -Mi stai dando sui nervi!- urlo -Speravo di potermi divertire con te, ma se questo è tutto quello che riesci a fare… la farò finita velocemente.- Sollevo la mia arma e la scaglio con grande violenza al suolo urlando: -Sterminatore della Terra!- Adesso il bazooka è avvolto da una luce bianca e abbagliante. -Ti farò rimpiangere di avermi fatto perdere del tempo inutilmente.- Adesso sono io a correre verso di lui: con un fendente lo colpisco in pieno volto scagliandolo a diversi metri da me; si rialza subito ma -Adesso!- urlo colpendolo con un proiettile magico in pieno; per qualche istante non riesce a muoversi, e non perdo l’occasione: lo colpisco roteando su me stesso impugnando il Freiturner; la terra sembra tremare ad ogni mio giro. -Fendente brutale!- urlo, e con un ampio movimento lo scaravento contro un albero. -Sai, è stato deludente- dico dopo un po’ -sembrava un combattimento di grandi aspettative, e invece non è stato tutto questo granché.- Pausa -Finiamola qui.- Sollevo l’arma sulla spalla destra e prendo la mira. -Per restare in tema, ti consiglio di fare le tue ultime preghiere, perché mi sa che stai per incontrare il creatore.- Rido sguaiatamente, dopodiché urlo: -Bocca da fuoco!- Un missile parte a gran velocità verso il mio bersaglio, ma una strana luce appare proprio sulla traiettoria, facendo esplodere in anticipo il proiettile. -Che diavolo era?- mi chiedo fra me e me. All’improvviso una serie di piccole spade comincia ad apparire dal nulla in cielo: un secondo dopo, a gran velocità, precipitano verso di me. -Ma che ca…?!- mi riparo dietro il Freiturner, e riesco a non subire danni, ma sono tutt’altro che fuori pericolo: da dove diamine sono arrivate quelle spade? Intanto il polverone alzatosi a causa del mio proiettile si sta diradando, e al posto del moccioso di prima… non… non può essere… Capelli lunghi rossi all’indietro, una folta frangia gli copre il lato destro del volto; indossa una canottiera di colore rosso, nero e grigio e dei grossi pantaloni corazzati; nella mano destra impugna una grossa spada completamente rossa con due punte e una luce gialla nel centro; nella mano sinistra impugna una spada più piccola, come quelle precipitate dal cielo poco fa, con la lama di colore bianco e la parte centrale rossa con piccoli simboli gialli. Mi ritrovo davanti l’assassino dalle spade infinite, il cruento spadaccino dagli occhi rossi: Elsword. -Quindi…- esordisco -questo tuo aspetto che tutti conoscono in realtà è frutto di una trasformazione?-
      -Più o meno- risponde sgranchendosi il collo -è il potere di Cornwell. Ha caratteristiche analoghe al tuo potere, sai?-
      -Il… il mio potere?- a cosa si riferisce?
      -Il tuo braccio- continua indicando la mia protesi -ogni volta che lo evochi consuma parte della tua anima, perché il tuo corpo non è in grado di sopportare un’energia tanto negativa.-
      -Taci.- Che ne sa lui di me? -Non dire idiozie, è un potere che so gestire senza alcun problema.-
      -In modalità berseker non ne dubito- risponde -ma quando si disattiverà? Sbaglio o è una modalità di durata limitata?-
      -Taci!- adesso basta, lo faccio fuori. Scatto verso di lui e inizio a menare fendenti con il bazooka, ancora sotto l’influsso di Sterminatore della Terra, e col braccio Nasod, ma riesce a tenere testa ai miei attacchi.
      -Sai- dice fra un assalto e l’altro -anche il potere di Cornwell consuma parte della mia anima, e difatti avrei preferito non arrivare ad usarlo…-
      -Sta’ zitto!- urlo senza fermare i miei attacchi.
      -Ma come, mi sembrava che ti piacesse conversare durante i duelli.-
      -Ti ho detto di stare zitto!- sollevo il bazooka e lo scaglio per terra urlando: -Campo tattico!- Un’ampia zona, a partire da dove mi trovo io, viene circondata da una cupola celeste, e io ottengo un’enorme potenza difensiva; parto nuovamente all’attacco, con più spavalderia: i suoi fendenti non possono farmi alcun danno. Elsword mi fissa sorridendo. Sono a un passo di distanza da lui, e di scatto urla: -Ambizione!- Lo colpisco in pieno volto col bazooka: non si sposta di un centimetro, e il suo corpo viene subito dopo circondato da un’aura rossa.
      -Tutto qua?- chiede fissandomi senza alcuna espressione.
      -Certo che no!- sbraito, e sono pronto a colpirlo di nuovo, ma in un attimo la sua spada rossa viene circondata da un’aura gialla. -Spada fantasma.- dice quasi in un sibilo. A quel punto, inizia a menare fendenti con entrambe le lame ad una velocità assurda, e nel giro di pochi istanti vengo sopraffatto: con quella tecnica riesce a spezzare la mia corazza senza difficoltà, mentre io non sono nemmeno in grado di comprendere i suoi movimenti. Vedo solo il mio sangue schizzare ovunque, colare copioso, imbrattare il corpo del mio avversario; dopo un lasso di tempo che non saprei definire, Elsword si arresta di colpo, e a quel punto mi rendo conto di essere infilzato da diverse spade, tutte uguali a quella più piccola che impugna nella mano sinistra: cado in ginocchio, ormai senza forze. -Non me lo aspettavo…- dico sogghignando e sputando sangue. -Sei riuscito perfino a spaccare l’elmo berserk… complimenti…-
      Detto ciò, alzo lo sguardo, e mi rendo conto che Elsword è proprio di fronte a me, con lo sguardo rivolto verso il cielo. Respira profondamente -Dio- dice in un tono quasi colloquiale -perdonami per il peccato che sto per compiere. So che non è giusto, se non vuoi perdonarmi lo capirò.- Pausa -Ma ti prego, abbi pietà di questa povera anima che sta per raggiungerti: non è davvero malvagia, qualcosa deve essere scattato nella sue mente e deve averla fatto impazzire… ne sono sicuro, Dio, in realtà… è un buono: lo perdono io, sono certo che Ara stia facendo altrettanto, perciò fallo anche tu, ti prego.- Lo fisso incuriosito.
      -Perché dici questo?- gli chiedo con quel poco di forze rimaste. -Perché vuoi che dio mi perdoni?-
      Abbassa lo sguardo verso di me -Ti ucciderò prima che tu possa maturare la decisione di pentirti dei tuoi peccati- dice con estrema calma -so bene però, che in futuro lo avresti fatto.- pausa -E se me ne sono reso conto io, sta sicuro che anche Dio lo ha capito.-
      -Aver fiducia nel prossimo è una brutta abitudine, sai?-
      -Non è fiducia- risponde -è una certezza.-
      -Allora potremmo dire che questa tua certezza sia scaturita dalla fiducia che riponi nel genere umano, no?-
      -No- risponde -è la fede in Dio che mi dà questa certezza.-
      Ci fissiamo ancora negli occhi, e mi rendo conto che sta dicendo sul serio: non ha dubbi, crede davvero nelle sue parole.
      -In tal caso- dico -facciamola finita, assassino scarlatto.-
      Con un affondo, usando la spada rossa, mi trapassa da parte a parte, colpendomi esattamente al centro della cassa toracica.
      Prima che i miei occhi si chiudano, lo vedo: sta lacrimando, e le ultime parole che percepisco sono: “Mi spiace”.

      Sai, adesso ho capito. Ho capito perché dicevi che si prega Dio, e non Satana. Quando dici “pregare” intendi dire “aver fede”, “invocare”, “chiedere aiuto e clemenza” o comunque roba del genere. Però… quando si dice “pregare per qualcuno” si può intendere “aver fede al posto di qualcuno”, “invocare al posto di qualcuno”, al posto di chi non può farlo perché non si rende conto di aver bisogno di Dio al proprio fianco. E penso di aver incontrato una persona che prega Dio, ma prega per il diavolo. Era un combattente, ma era una persona… speciale. Quando mi ha ucciso non ha chiesto perdono per sé stesso, ma per me. Per me, uno spietato assassino che ha ucciso i suoi più cari amici per ottenere più forza, che ha venduto la propria anima per diventare invincibile. Se seguiamo il ragionamento fatto finora, possiamo dire che abbia pregato per me: se ha pregato per me, significa che forse si può pregare per Satana.
      Adesso ho un solo rimpianto: non aver ringraziato quel ragazzo.
      Date un'occhiata ai miei racconti, se vi va.

      Mi mancherai, onee-chan

      The World is mine



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    • Vai con la Momo dance.
      No, è fantastico :D
      Il racconto è superipermegaextramagicamentefantasterrimo, però penso che ci sia l'obbligo di precisare.. quando si chiede perdono a Dio non si chiede anche per il futuro. Insomma, quello che ha fatto Elsword è totalmente errato, altrimenti sarebbe bello poter chiedere perdono per tutto quello che farai nella vita e amen. E invece no.
      Inoltre ricordo che alla confessione danno sempre delle preghiere da fare per ricevere il perdono.
      Quindi chissà che tu non lo continui, dopotutto sono curiosissimo di vedere anche la vita che ora fa Elsword, il suo lavoro, la sua fidanzata, i suoi amici, come continuerà la sua vita.. o.ò


      GRAZIE PER L'AVATAR, ANGELYNE!

      u.u
    • 92 MINUTI DI APPLAUSI!
      cit. Fantozzi

      Mi ha commosso questo racconto, più di ogni altro fatto da te. Sono un pò confusa, si insomma, pensavo che fossero vecchi amici Elsword e Chung, si insomma, visto il fatto che Chung conosceva Raven, mi aspettavo che semplicemente fosse stato lui ad abbandonare il gruppo, ma è moolto bello anche cosi. Ogni tanto c'erano delle parti in cui ho dovuto rileggere una seconda volta per capire, ma sono solo io che ho ancora il cervello spento (calcolando che mi sono svegliata alle 11).


      @micheleX: andiamo, non hai nemmeno la MINIMA idea di chi possa essere la fidanzata di Elsword? sul serio? Magari non è lei, ma dai, almeno una idea la devi avere in testa.
      ~Micetto personale di World~
      ~Proprietaria della catena di commercio di Penicotteri~
      Non ho voglia di cercare una firma.
      Deal with it.