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    • Contento tu, vabbè, spetterà a """""""Jappy""""""" decidere se fare il continua, e quale sarà la ragazza di Elsword.

      E...no, se mi metti La mia Eve con Elsword, ti metto una montagna di dinamite sotto casa e ti faccio saltare in aria mentre dormi.
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    • Lies Greed Misery

      [Genere: demenziale, no sense]
      Premessa: vi dico fin da qui che è un tipo di "demenziale" diverso dai testi dello stesso genere postati precedentemente. E non ne ho idea. Non ho la benché minima idea del perché in questa storia abbia usato come nomi Asdf1234 e Pinky, quindi non chiedete. Se la cosa infastidisce qualcuno, fatemi sapere.

      Display Spoiler
      In un teorema di geometria, che non staremo qui a spiegare, in base a determinate leggi, che non staremo qui a spiegare, tre triangoli all’interno di una circonferenza sono congruenti in determinate circostanze (che non staremo qui a spiegare).
      I triangoli in questione ABC, DEF, GHI che per ovvi motivi chiameremo rispettivamente Luigi, Giuseppe e Antonio, hanno sempre vissuto in pace e armonia: siccome sono nati per essere congruenti fra loro, è scontato giungere alla conclusione che hanno molto in comune. Ad esempio, tutti e tre cenano esattamente alle 8:45 della sera, e mangiano sempre lo stesso tipo di tonno in scatola, quindi comprendete voi stessi quanta somiglianza vi sia tra i sopracitati triangoli.
      Luigi, tuttavia, è un po’ più scorbutico dei suoi fratelli, e questo lo portò, un giorno, a causare il guaio di cui stiamo per parlarvi.
      Era un’afosissima mattina di inverno. Luigi odiava il caldo, e infatti aspettava tutto l’anno con gran trepidazione il freddo invernale. Nonostante ci trovassimo quasi a febbraio però, il caldo si era protratto da giugno fino a quella giornata tanto sciagurata. Giuseppe tentò di consolare il fratello: -Dai, vedi che domani farà così tanto freddo che si ghiacceranno tutti i cilindri del mondo!-

      Nota: Giuseppe è un grande amante dei cilindri, soprattutto quelli bassi e caratterizzati da un ampio diametro. Probabilmente perché gli ricorda la forma delle sue altrettanto amate scatolette di tonno.

      Luigi aveva sentito questa frase ogni giorno a partire dalla fine dell’estate, ogni mese, ogni settimana, ogni giorno, ogni ora, ogni… vabbé, avete capito. I suoi nervi erano dunque sul punto di esplodere, e Antonio se ne era accorto; siccome quest’ultimo non voleva ferire i sentimenti di Giuseppe, decise di tirar su di morale Luigi: così non avrebbe offeso nessuno.
      -Luigi!- lo apostrofò -Mi spiace che tu debba sorbirti ogni decimo di millisecondo sempre la stessa frase di Giuseppe, ma insomma…-
      -Insomma cosa?- chiese Luigi molto infastidito.
      -Prendila con filosofia!-
      Purtroppo il nostro caro Antonio non aveva considerato che, essendo loro triangoli, erano soggetti di studi di geometria: la parola “filosofia” non solo fece sobbalzare il povero Luigi (che della filosofia aveva tanta paura), ma lo irritò anche moltissimo. Per cui prese una solenne decisione, frutto più che altro di un capriccio: -Adesso basta! Mi sono stancato!- disse scattando in piedi -Ho deciso, non sarò più congruente con voi due!-
      Antonio lo fissò sbalordito, con occhi spalancati: la tensione nell’aria era percepibile.
      -Ma… non… non stai dicendo sul serio, ver…?-
      -Invece sì!- ribadì Luigi -Ho raggiunto il limite della sopportazione!-
      E prima che l’altro potesse ribadire, il triangolo dispettoso aveva già mutato i gradi dei suoi angoli: lo aveva fatto per davvero, senza timore alcuno, senza aver paura delle terribili conseguenze che ne sarebbero potute derivare. Non fu più congruente con i suoi fratelli.

      Era notte, circa le 2 del mattino, ma asdf1234 era ancora nel suo ufficio, seduto alla sua scrivania, col capo chino sull’ennesimo progetto. -Una piscina perfettamente circolare con all’interno tre scivoli di pianta triangolare tutti perfettamente delle stesse misure… santo cielo, dovrei farmi pagare più di quanto chiedo.- Sbuffò fra sé l’architetto. -Che seccattura! Forse sarebbe meglio iniziare domattina… no, no, se non lo inizio adesso non inizio più.- Detto questo, afferrò la sua fedele matita 2H e iniziò a disegnare. Nel giro di pochi minuti tuttavia, si rese conto che qualcosa non andava: ma cosa esattamente? Optò per cancellare lo schizzo appena concepito e farne uno nuovo; come prima, c’era qualcosa di sbagliato, eppure non riusciva a comprendere cosa fosse. Asdf1234 fu costretto a ideare, disegnare e ultimare altri 6 progetti per arrivare alla risposta: i triangoli (cioè gli scivoli) all’interno della circonferenza (cioè la piscina) non erano congruenti fra loro, nonostante avesse adoperato un teorema secondo il quale sarebbero dovuti esserlo. “Forse hanno ragione quando mi dicono che dovrei dormire di più” pensò l’architetto stropicciandosi gli occhi coi polsi. Fissando meglio il progetto però, capì che non aveva commesso nessun errore: i disegni erano esatti, idem i calcoli, i teoremi erano stati rispettati a regola d’arte… “Ma che cavolo…?” pensò l’architetto lamentandosi “Beh, qualcuno a quanto pare dovrà darmi una mano”. Afferrò frettolosamente il telefono sulla sua scrivania e digitò altrettanto frettolosamente il numero della sua amica. Al quinto bussare del telefono, una voce maschile molto grave urlò: -CHE VUOI, INUTILE AMMASSO DI CARNE? SONO LE 3 E MEZZA DEL MATTINO!- Asdf1234 spostò lo sguardo impassibile sull’orologio appeso al muro e si rese conto che il tempo era trascorso molto velocem… “Un momento, a chi ho telefonato?” si domandò mordicchiando l’estremità della matita, ma subito dopo si rispose da solo. -Ah, PootisMan!- esclamò sorridendo.
      -DIMMI CHE VUOI E POI LASCIAMI TORNARE A DORMIRE, SE NON VUOI CHE TI STRAPPI I POLMONI COI DENTI! E SPERO PER TE CHE SIA IMPORTANTE!-
      -Ah… ecco, scusami, ho sbagliato numero.- Dall’altro capo del telefono si sentì un rumore simile a quello che potrebbero produrre cinquecentodieci mattatoi uno vicino all’altro nel pieno della loro attività.
      -Beh, buonanotte, Pootis!- Concluse l’architetto terminando la conversazione e componendo un altro numero.

      In una villa, che villa in realtà non è, una ragazza dormiva sonni profondi, girandosi alle volte fra le coperte del suo letto. Improvvisamente, uno squillo frantumò il silenzio della villetta, che villetta non è (in realtà è solo un appartamento di modeste dimensioni), e svegliò la ragazza in questione. Quest’ultima voltò molto pigramente lo sguardo verso il suo comodino e con uno scatto (che definire felino è poca roba) colpì con tutta la forza che aveva in corpo la sveglia, riducendola ad una sorta di pizzetta. “Ora dovrò comprarne una nuova” concluse fissando quel che restava della sveglia. Con somma sorpresa, la giovane donna si rese conto che lo squillo continuava imperterrito: era il telefono. “Ma pòrca…” pensò passandosi le mani sul volto, in segno di frustrazione; si arrese e corse (o meglio eseguì uno scatto degno di Bolt) verso il telefono, afferrandolo con ira e lesse il numero sul display. “E questo che vuole ADESSO?” pensò, e rispose urlando: -Che c’è?!-
      -Pinky! Sono asdf1234.-
      -Hai una minima idea di che ora sia?- ribadì la geometra.
      -Stavi dormendo, per caso?-
      -Saranno le 4 del mattino, cos’altro dovrei fare?!-
      -Beh, io sono nel mio ufficio, ad esempio.- rispose ridendo.
      -Ma quanto sei divertente.- i nervi della geometra erano ormai gonfi quanto mongolfiere.
      -Vedi, ho bisogno del tuo aiuto.-
      -Proprio non potevi aspettare fino a domani?-
      -No.-
      Pinky sospirò: avrebbe dovuto immaginarsi una risposta del genere. Afferrò dunque la sua vestaglia rossa, dirigendosi in cucina e legando i lunghi capelli in una coda di cavallo, mentre teneva il telefono fra l’orecchio e la spalla destra. -Che succede?- chiese la ragazza. Asdf1234 spiegò il suo problema e a fine spiegazione -Fammi capire: mi hai chiamato perché nel tuo stùpido progetto tre triangoli non sono congruenti fra loro?- chiese Pinky versando un po’ di caffè nella tazzina.
      -Esatto.- rispose l’architetto.
      -L’ho sempre detto che tu sei pazzo.- rispose a sua volta l’altra sorridendo e alzando gli occhi al cielo.
      -Hey, è un problema serio! Non posso continuare il progetto in queste condizioni!- disse offeso Asdf1234.
      -D’accordo, ma…-
      -E il progetto ha una scadenza, sai? Non ho molto tempo per realizzarlo!-
      Pinky, sbadigliando, sistemò un ciuffo di capelli dietro l’orecchio sinistro -Cosa vuoi che faccia?- chiese.
      -Ti invio una foto del progetto via e-mail e mi aiuti a capire cosa c’è che non va, ok?-
      -Ok… inviamela, dopo ti faccio sapere.- rispose la geometra con rassegnazione, terminando la conversazione. Una volta al suo posto di combattimento (cioè dietro il suo pc), iniziò a controllare il progetto dell’amico. Lo fissò a lungo, sorseggiando il suo caffè (che beveva disgustata, perché era pessimo, ma che era necessario per non ricadere addormentata), e si rese conto che effettivamente c’era qualcosa che non andava: però non riusciva a capire perché. Era tutto perfetto, i calcoli erano esatti, le formule rispettate, i teoremi applicati… ma i risultati finali non potevano essere quelli: i tre scivoli all’interno della piscina avrebbero dovuto avere piante perfettamente congruenti. Si alzò dunque dalla sedia e corse nello scantinato, che in verità scantinato non è, alla ricerca del suo vecchio libro di geometria del liceo. Non fu facile, poiché dentro lo scantinato, che in verità scantinato non è (è solo un grande stanzone pieno di roba inutile), Pinky teneva conservati, oltre che qualche libro di scuola, tutti i giochi per console/pc terminati più di 7 volte. Una volta sulla soglia, accese la luce, e con grande meraviglia si rese conto che i videogiochi si erano moltiplicati col trascorrere degli anni. Dopo ore di ricerche, fra un Tomb Raider per Playstation 1 e un Super Mario per Nintendo 64, trovò infine il suo libro.

      -Asdf1234? Sono Pinky.-
      -Ehilà, ci hai messo poco!- esclamò l’architetto.
      -Senti, hai presente quel teorema che hai seguito per stendere il progetto? Quello sui triangoli congruenti dentro la circonferenza?- chiese la ragazza sbadigliando.
      -Beh, ovviamente. È proprio perché non ‘funziona’ che mi trovo in difficoltà.-
      -Ecco… non esiste più.-
      Silenzio.
      Tanto silenzio.
      Troppo silenzio. Forse avrei dovuto far durare di meno questo momento di silenzio, ma ormai…
      -Scusa- riprese Asdf1234 -che intendi con ‘non esiste più’?-
      -Nel libro di geometria non c’è. Ho cercato anche su internet, sembra scomparso.-
      -Faccio fatica a credere ad una cosa del genere.-
      -Ma ti dico che è così!-
      -Direi che in tal caso l’unica possibilità sia fare una telefonata ad un certo qualcuno…-
      Di nuovo silenzio.
      -Ok, fa pure, non pensare che io…-
      -Invece è proprio quello che penso, cara Pinky.- disse l’architetto interrompendo la ragazza.
      -Quanto sei disposto a pagare per un servizio del genere?- chiese di scatto quasi interessata.
      -P-P-Pagare?-
      -Ti aspetti che faccia un lavoro del genere gratuitamente?-
      -Ma… siamo amici! Non puoi chiedermi…-
      -Certo che posso.- concluse la ragazza trionfante.
      -Sei… sei crudele! Sai bene che non posso pensarci io, sono impegn…-
      -A mio parere, è il minimo che mi devi, dopo avermi fatto passare una nottataccia del genere.-
      L’architetto sospirò.
      -Va bene, ti pagherò, non ho alternative. A fine lavoro ci accorderemo sulla cifra, d’accordo?-
      -D’accordissimo!- rispose Pinky, divenuta improvvisamente raggiante.
      -Allora a dopo, e cerca di fare un lavoro come si deve perlomeno.-
      -Tranquillo, ci penso io.- e chiuse la comunicazione.

      Chi più di tutti è idoneo per risolvere un problema di geometria? Un matematico? Un professore? Forse un problema qualsiasi potrebbero risolverlo, ma se un teorema smette di essere funzionante solo una persona può dare una mano: “l’inventore” della geometria, Euclide. Quest’ultimo, con la storia dell’unicità della retta passante per due punti [citazione necessaria], ha fondato le basi della geometria, e di conseguenza potrebbe esserne a tutti gli effetti considerato il padre.

      Pinky afferrò nuovamente il telefono e digitò il numero; gli rispose un uomo con voce professionale:
      -Buongiorno, sono San Pietro, come posso aiutarla?-
      Pinky rimase sbalordita: aveva risposto al primo squillo. Generalmente, quando si telefona per parlare con qualcuno del Paradiso c’è da aspettare anche per ore (ed era proprio per questo che aveva imposto ad Asdf1234 un compenso per la telefonata). La geometra ebbe una fortuna veramente sfacciata.
      -Buongiorno! Mi chiamo Pinky e dovrei parlare con Euclide.-
      -Euclide?- rispose il santo -Motivo?-
      -Beh, non è facile da spiegare…-
      -Ci provi, ho necessità di conoscere le vostre motivazioni.- ribadì il primo pontefice.
      -Riguarda un teorema di geometria che… non funziona più.- disse la ragazza con voce incerta.
      -Capisco. Un attimo, eh… Gabriele! Gabrieleee! Vieni, devi portare il telefono a Euclide, c’è una ragazza che dice che un teorema di geometria non funziona più.-
      Dopo pochi minuti, una nuova voce si fece sentire dall’altra parte del telefono, dicendo: -Buongiorno sono Euclide, qual è il problema?-
      -Ah, ecco, signor Euclide…-
      E la nostra piccola geometra spiegò il problema all’uomo.
      -Triangoli che smettono di essere congruenti…- disse meditando l’illustre matematico. -Sicuramente è opera di Luigi.- concluse.
      -Luigi?- chiese Pinky.
      -Guardi, lasci stare che è meglio… Luigi è una spina nel fianco. Non si preoccupi comunque, dica al suo amico che non ci sono problemi, è già successo in passato, ci pensiamo noi a rimettere tutto a posto.-
      -Oh, grazie infinite, signor Euclide, e scusi per il disturbo!-
      -Non c’è bisogno che mi ringrazi, sono qui proprio per questo. Arrivederla!- E la comunicazione terminò.

      Sulle nuvole del Paradiso in realtà è molto semplice muoversi; sono però inevitabili i primi cinque minuti di panico, quando si ha paura di precipitare nel vuoto: le nuvole sono estremamente soffici e in più punti si ha la sensazione di star cadendo giù. Euclide di questi problemi non ne aveva più: morto nel 286 a.C., era ormai più che abituato. Inoltre, non era la prima volta che andava a fare una sgridata a Luigi. Incrociò per la strada Aristotele, il quale gli chiese: -Euclide! Dove vai di bello?-
      -Problemi con la geometria.- rispose frettolosamente il matematico.
      -Beh, la geometria sotto sotto è sempre stata un problema vero? Ahahah!- disse il filosofo ridendo di gusto.
      -Scusami, vado di fretta.- cercò di congedarsi Euclide.
      -Anni e anni a studiare quell’oscura materia colma di numeri, teoremi e figure… per cosa? A cosa ti serve più, una volta giunto qui sopra?- chiese provocatoriamente il filosofo.
      -Senti un po’- rispose il nostro eroe voltandosi -tu che continui a dire che il mondo reale sia solo quello dove vivono i mortali, non hai alcun diritto di criticare il mio operato. E ora, se non ti spiace…-
      Euclide-Aristotele = 1-0

      Luigi se ne stava per conto suo, in posizione sbilenca, nel modo più strano possibile: doveva a tutti i costi non essere congruente né ad Antonio né a Giuseppe. Era infastidito, seccato, scocciato: e cosa gli impediva di sfogarsi a quella maniera? Nulla, almeno fino a quel momento.
      -Luigi!- tuonò una voce profonda per tutta la circonferenza -Mi hanno messo al corrente della tua ennesima bricconata!-
      -Euclide… non ho intenzione di sopportare le tue prediche, se hai qualcosa da dirmi, fallo in fretta.- rispose scorbuticamente il triangolo.
      -Senti senti…- rispose il matematico portando le mani ai propri fianchi -devo forse ricordarti che tu hai il dovere di essere congruente con i tuoi fratelli? Sai quanti guai stai provocando là fuori?-
      -Non è affar mio. Sono arrabbiato, e non mi puoi impedire di sfogarmi, vecchio barbagianni.-
      -Vuoi fare a mazzate, Luigi?- chiese irato il matematico.
      -Bah, se ci tieni così tanto a beccarti una bella dose di caz.zotti, fatti avanti.-

      -E ora… prendi questo! Impeto del cateto maggiore!- urlò il triangolo correndo verso il suo avversario.
      -Non mi fai paura! Pioggia di segmenti!- Euclide parò l’attacco di Luigi riparandosi dietro una serie di segmenti piantati nel terreno.
      -Quanto ancora vogliamo andare avanti, Luigi?- chiese il matematico con espressione impassibile.
      -Maledetto…- imprecò il triangolo ansimando.
      -Su, da bravo, torna ad essere congruente con i tuoi fratelli, e finiamola qui.-
      -Mai!- urlò la figura -I-Io… non mi arrendo!-
      Proprio in quel momento… un vento freddo cominciò a prender possesso dello spazio circostante. Il triangolo, nel giro di pochi istanti, mutò espressione: da irata a beata. Era finalmente giunto il freddo.
      -Uhm… fra freddino qua dentro, eh?- chiese Euclide fregandosi le mani.
      -Il… Il… Il freddo! È arrivato! È fantastico! Ahahahah!- detto questo, Luigi iniziò a correre, volteggiare e perfino a ballare per tutto il piano su cui era disegnato. Prese a calci due o tre volte la circonferenza dove i fratelli Antonio e Giuseppe dormivano tranquillamente e urlò: -Il freddo! Ragazzi, è arrivato il freddo!-
      -Sì, sì, ok… ora però lasciami dormire…- farneticò Antonio.
      -Magnifico… ne sono felicissimo…- farfugliò Giuseppe. In preda al sonno, i due fratelli non se ne rendevano conto, ma quello era un evento importantissimo: finalmente Luigi era appagato e, senza nemmeno rendersene conto, tornò ad essere congruente agli altri due triangoli all’interno della circonferenza e, sfiancato dallo scontro con Euclide, se ne andò a dormire.
      “Ecco, questa è una buona cosa” pensò il matematico tornando sulle nuvole paradisiache “temevo che sarebbe stato molto più faticoso. Ora però mi toccherà sopportare quell’antipatico di Aristotele…”.

      -Ci sono riuscito! Ho finalmente steso il progetto!- esultava gioiosamente Asdf1234.
      -Ok, ok, stai calmo…- rispose Pinky ridendo dall’altra parte del telefono -ricordati che mi spetta una ricompensa, eh!-
      -Urgh… perché devi sempre dire cose del genere quando sono felice?-
      La geometra rise di gusto. -Ma è la verità, no?- disse senza smettere di ridere.
      -In ogni caso… grazie mille Pinky, mi hai fatto un favore enorme.-
      -Sappi comunque che se mi sveglierai di nuovo alle 4 del mattino…- e qui il tono della ragazza iniziò ad alterarsi.
      -Oh beh, gli amici ci sono sempre quando serve aiuto, o sbaglio?- stavolta fu l’architetto a ridere.
      -Sei una pessima persona, sai Asdf?- disse lei.
      -Vuoi mortificarmi?- chiese il ragazzo con tono offeso palesemente finto.
      -Proprio non riesco a capire perché mi piaci così tanto.- riprese la ragazza sorridendo.
      A queste parole, il nostro architetto si fece rosso in volto. -Beh… E-Ecco… , v-voglio dire, ora dovrei lavorare a torno… c-cioè…- farfugliò l’architetto in modo disordinato. Pinky fece una risatina.
      -No problem, non ti tratterrò ancora. Ci risentiamo in questi giorni.-
      -S-Senz’altro!- e la conversazione terminò.
      La geometra rimase a lungo in silenzio, fissando il telefono che ancora reggeva in mano; dopo qualche minuto, sospirando, lo posò e indossò le cuffie, collegate al pc acceso.
      Date un'occhiata ai miei racconti, se vi va.

      Mi mancherai, onee-chan

      The World is mine



      The post was edited 1 time, last by JapanLegend ().

    • Reazione iniziale:
      Display Spoiler
      SONO IN UNA STORIA DI JAPAN, EEEEEEVVAI!!!


      Reazione finale:
      Display Spoiler
      Non penserai mica che mi piaccia asdf, vero jappy, VERO!?



      Il no-sense, lo sai usare bene, anche perchè questa è una storia sensata, ma allo stesso tempo non lo è...*le esplode il cervello*.

      PS:si lo so che non sono veramente io la Pinky del racconto, però mi sento onorata di vedere il mio nome su un racconto così carino, e di aver dato alla me del racconto della NERD.











      Però che a quella Pinky gli piaccia asdf1234, non mi va giù, proprio no.
      ~Micetto personale di World~
      ~Proprietaria della catena di commercio di Penicotteri~
      Non ho voglia di cercare una firma.
      Deal with it.
    • Sì, esatto, è un no-sense più particolare di quello presentato fino ad ora, a quel che mi pare di ricordare. Qui il racconto si fa più definito, nitido, ma non perde comunque la simpatia che contraddistingue la tua produzione. Con questa tua "sciocchezza" prendi le brutte nozioni scolastiche e le rovesci in positivo ridicolizzandole sapientemente, cioè evitando di snaturarle troppo, di distruggerle riversando tutto l'odio che vi si potrebbe provare. Questo è il motivo per cui mi è piaciuto e mi ha fatto davvero sorridere. ;)

      Il commento sul racconto elswordiano lo aspetterai ancora un po'. Voglio prima rileggerlo.

      Ringrazio Snikth per il meraviglioso set!

      The post was edited 2 times, last by Saturas ().

    • Devi scusarmi, per problemi con l'account non ho potuto accedere, ma leggevo sempre qui :)
      Lo stile che hai usato mi ha fatto venire un'idea, benché non mi piaccia molto il fare tutto in discorso diretto.
      Despair + totale discorso diretto = Una Tatapuccitti estremamente chiacchierona (?)
      D'altra parte, però, non riesco a trovare un modo migliore per esprimere quello che hai scritto.
      Vabbè, ci rifletteremo su più tardi.
      Come ti dicevo mi hai fatto venire un'idea :P E te la invierò in PM.
      (Anche io so scrivere, già xD)


      GRAZIE PER L'AVATAR, ANGELYNE!

      u.u
    • Yo

      micheleX wrote:

      quando si chiede perdono a Dio non si chiede anche per il futuro. Insomma, quello che ha fatto Elsword è totalmente errato, altrimenti sarebbe bello poter chiedere perdono per tutto quello che farai nella vita e amen. E invece no.
      Lo immaginavo ma... diciamo che chiedeva perdono per qualcosa che stava per accadere nel prossimo futuro, di lì a poco insomma, quindi ho fatto un cosiddetto "strappo alla regola". Comunque lo terrò a mente :thumbup:

      micheleX wrote:

      Jappy non è un autore che prende le solite coppie, ormai tutti fanno ElswordxAisha ò.ò
      Invece direi che Elsword e Aisha insieme stiano troppo bene per essere separati. Quello che non mi piace è dare loro psicologia e caratterizzazioni scontate... quindi, insieme sì, ma in modo "diverso": non come ce li si immagina leggendo Eltype, per intenderci.

      Pinky wrote:

      questa è una storia sensata, ma allo stesso tempo non lo è...*le esplode il cervello*
      Ho avuto la stessa reazione mentre la scrivevo :crazy: :doofy:

      Pinky wrote:

      lo so che non sono veramente io la Pinky del racconto
      Cosa te lo fa pensare?

      Saturas, la principessa delle Fate wrote:

      Il commento sul racconto elswordiano lo aspetterai ancora un po'. Voglio prima rileggerlo.
      Faccia pure con comodo, mia principessa.
      Date un'occhiata ai miei racconti, se vi va.

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    • *guarda l'ora*
      Ah beh, commento anche se sono tutt'altro che lucida.


      Ho appena letto il racconto e credo che lo rileggeró domani per essere sicura di non aver letto una parola per un'altra.
      Certo che il nostro Raven è veramente sadico, ma mi piace.
      Povero Chung, tutti ce l'hanno con lui.
      Rena e Aisha... oh sono morte.
      Ma toccare la mia dolce e cara (?) Eve no.


      Passiamo alle cose più importanti:
      Devo complimentarmi con te.
      Il tuo modo di scrivere è magnifico e certe volte devo rileggere più volte una frase per capirne il senso. E questo mi aiuta molto (?)
      Poi sempre nel tuo modo di scrivere.... c'è qualcosa che mi fa immaginare la scena davanti ai miei occhi ed è la prima volta che mi capita.


      Ora vado a dormire.


      Edit: Mi sono appena accorta che c'era anche Elsword. Non so perché ma mi sonno appena ricordata come un mio compagno di Gilda chiama Raven
      Ravenfeccia!
      Ora però devo veramente dormire... Con 'sti maledetti 32 gradi.

      The post was edited 1 time, last by Angel__ ().

    • L'ho letto, diciamo che non è il mio preferito.. anzi, penso proprio che sia tra i meno fantastici. Insomma, non penso possa competere con altri che hai fatto in precedenza.
      L'avrai scritto per sfogo, penso.
      Non mi piacciono molto le cose scritte per sfogo, anche quando ti ho inviato per PM quella cosa non ne ero soddisfatto, ma meno male che hai gradito lol


      ___ PARTE SERIA (perché, l'altra no? ?( ) ______

      Ho notato tre cose essenziali, anzi... tre fregature essenziali! (senso neutrale, non perché sono brutte cose)
      Ci hai trollato con questo racconto, e ben tre volte.

      -All'inizio fai credere che quei due sono amici, manco arrivi a metà che subito vedi che sono il Re Nasod (se non mi sbaglio) che sta manipolando Raven!

      -Seconda fregatura: l'amore di quella ragazza (Rena o Ceris che sia, anche se probabilmente è la prima) ha fatto Epic Fail.

      -Terza fregatura: a questo punto, dopo aver letto Tatapuccitti e altri tuoi raccontini, deduciamo/pensiamo: "Dai, Chung ce la farà". E invece no! Ma la cosa peggiore è che non si riesce neanche a capire come cavolo ha fatto a perdere!
      Ha skillato la cosa, e poi si è ritrovato sfigurato a terra con gli occhi chiusi? D:


      _____________Parte letteral-culinaria________

      Al tuo posto proverei a rivedere questo racconto, e a pensare: "Non avrò mischiato un po' troppo?" ; "Non avrò mescolato troppo poco?" ; "Non avrò lasciato cuocere per troppo poco tempo?".
      Perché in fondo ognuna delle tue storie è come un piatto, e non un pasto completo.
      Devi evitare di mettere troppe cose, o non saprai più come gestirle.

      _____________Parte: "Trova le differenze"______
      Sembra un po' "Il riassunto della storia di Raven". Capisci?
      Quello che hai messo in questa storia, personalmente sa di "già visto". L'unica cosa che forse potrebbe essere originale è la parte con il Re Nasod (se non è il Re Nasod ma un Raven Oscuro sorto dai pensieri di Raven però ti avverto, è completamente "Già visto".).

      Insomma, ho letto molte versioni di Raven su questo forum, e al primo posto tra le cose che gli scrittori mettono c'è "Il grande dolore al braccio" e "Pazzia di tornare a uccidere" che vanno SEMPRE insieme, giuro. Poi, secondo: "Ceris" (ma si scrive così, poi? <.<). Terzo: "Raven Oscuro che si impossessa del corpo del Raven normale".

      Io te lo giuro, è così. Chiedi a Marneus, probabilmente ne avrà letti più di me! Guarda Tata, Ninfuusen (almeno mi pare di aver letto lì)...

      Ah, ultima cosa:
      Grazie a Tata (lamentati con lei e.e), ora il Despair (insieme a Yuri e Yaoi, ma vabbè, qui non ci sono) è di moda.

      Insomma, per farla breve (ma non prendertela), hai messo in un'unica storia una combinazione di tutto ciò che già altri hanno fatto: "Pazzia, dolore al braccio, Despair, Ceris/Rena che provano a farlo ripigliare".

      Spero che la prossima sarà più originale D:


      GRAZIE PER L'AVATAR, ANGELYNE!

      u.u
    • Angel__ wrote:

      Il tuo modo di scrivere è magnifico e certe volte devo rileggere più volte una frase per capirne il senso. E questo mi aiuta molto (?)
      Poi sempre nel tuo modo di scrivere.... c'è qualcosa che mi fa immaginare la scena davanti ai miei occhi ed è la prima volta che mi capita.
      Mi lusinghi :D Sono molto contento che il modo di scrittura riesca a piacere al lettore (anche perché temevo fosse un po' disordinato).

      micheleX wrote:

      Sembra un po' "Il riassunto della storia di Raven". Capisci?
      Quello che hai messo in questa storia, personalmente sa di "già visto". L'unica cosa che forse potrebbe essere originale è la parte con il Re Nasod (se non è il Re Nasod ma un Raven Oscuro sorto dai pensieri di Raven però ti avverto, è completamente "Già visto".).

      Insomma, ho letto molte versioni di Raven su questo forum, e al primo posto tra le cose che gli scrittori mettono c'è "Il grande dolore al braccio" e "Pazzia di tornare a uccidere" che vanno SEMPRE insieme, giuro. Poi, secondo: "Ceris" (ma si scrive così, poi? <.<). Terzo: "Raven Oscuro che si impossessa del corpo del Raven normale".

      Io te lo giuro, è così. Chiedi a Marneus, probabilmente ne avrà letti più di me! Guarda Tata, Ninfuusen (almeno mi pare di aver letto lì)...

      Ah, ultima cosa:
      Grazie a Tata (lamentati con lei e.e), ora il Despair (insieme a Yuri e Yaoi, ma vabbè, qui non ci sono) è di moda.

      Insomma, per farla breve (ma non prendertela), hai messo in un'unica storia una combinazione di tutto ciò che già altri hanno fatto: "Pazzia, dolore al braccio, Despair, Ceris/Rena che provano a farlo ripigliare".
      Uhm... chiariamoci un attimo.
      Partiamo dalla prima scena. Non nego che quel dialogo di Raven sia aria fritta, è anzi il contrario: già altri ne hanno ampiamente trattato, e ciò mi ha sollecitato a fare altrettanto, in fondo l'ho trovato divertente scriverla.
      Per quanto riguarda il resto del racconto... hai commesso degli errori di "interpetazione". Mi spiego: hai detto che questa storia ricorda molto "la storia di Raven di Marneus" e contemporaneamente il "despair" di Tata. Invece se ne discosta molto più di quanto sembri.

      Partiamo dal confronto con Marneus. Qui il protagonista è Raven che combatte fra le personalità di Ethan e Balzac che vivono al suo interno: all'inizio il buono è Ethan, il cattivo Balzac, che rappresenta a tratti la follia, poi la situazione si rovescia; Raven convive e collabora con Balzac etc... Quindi c'è una sorta di "riduzione" della follia (almeno finora), e il "cattivo" viene punito.

      Nella storia di Tata, se vogliamo mettere un protagonista onnipresente, è il Despair: la disperazione. La disperazione di Elsword che perde sua sorella, la disperazione di Chung che si sente inutile, la disperazione di Add che ha trascorso tutta la vita in solitudine, la disperazione di Rena che sta perdendo il suo amato (e saltando qualche altra disperazione)... c'è quella di Raven. Raven perde il controllo, ma tutta la scena in cui questo accade, il protagonista è sempre lui (e non solo, difatti ci sono anche Rena e Chung), non la sua "metà cattiva"; si incentra tutto nella lotta contro la follia.

      In questo mio racconto non è Raven ad essere il protagonista, né tantomeno la figura imprecisata della prima scena, e nemmeno il despair: è la follia, fonte di un'energia indomabile e inarrestabile, capace di sovrastare sentimenti ed emozioni; non ci si concentra sulla disperazione che colpisce i ragazzi la quale, anzi, è solo un misero sfondo al cruento e spietato scenario che viene presentato. Rena (perché è Rena, non Ceris), per un motivo non preciso (che può essere qualsiasi: non è detto che fosse a conoscenza della follia dell'amato), era preoccupata per Raven: quest'ultimo, in poche righe, la uccide, senza alcuna riflessione, senza alcun rimpianto, senza nessun pensiero proveniente da quel Raven intrappolato in uno spazio indefinito. Muoiono tutti così, rapidamente e senza alcun ripensamenti. Per Chung sembra che lo scenario sia diverso, e invece il finale è sempre quello: è la follia a trionfare, non l'amicizia, non la forza di volontà.
      Date un'occhiata ai miei racconti, se vi va.

      Mi mancherai, onee-chan

      The World is mine



    • Ma io non ho fatto cenno alla storia di Marneus u.u
      Ho detto: "Chiedi a Marneus, ne ha lette più di me".
      Poi che quella sia Rena o Ceris, o che il protagonista sia quello o quest'altro, non interessa.
      Se volevi fare una rappresentazione sulla forza della follia.. beh, non so come dire, Japan.. a me non è passato neanche per la mente che fosse questo, cioè, non si capisce proprio che l'attenzione dev'essere focalizzata sul sentimento di follia.

      In ogni caso, ti ricordo che anche lo sfondo è importante, lo avresti dovuto curare più.

      Anche se la follia può essere una cosa che ti viene dall'oggi al domani, il lettore non può essere così veloce da capire, seguire tutto quello che avviene senza dargli un senso (perché appunto, la follia non ha un senso).

      Insomma, come si può leggere qualcosa senza senso? Non ha sapore D:

      Non voglio offendere, ma.. no, mi spiace :(


      GRAZIE PER L'AVATAR, ANGELYNE!

      u.u
    • OK, partiamo dall'inizio, Japan-Chan( tanto per entrare in confidenza :beer: ) le tue storie sono fantastiche, le amo. Spero che tutti siano d'accordo con me dopo quest'ultima affermazione <.< >.>
      Ma, passando ad altro... L'ultimo racconto che hai fatto mi é piaciuto molto,[tralasciando la lunga storia e un po' 'noiosa' storia di Raven(senza offendere Marneus etc, in realtà mi piaceva solo perché c'era tanto tanto sangue :phatgrin: ] anche se anche a me all'inizio mi sembrava un Raven come quello di Tata-Chan(Si, siete tutti Chan, pure te... Michy-Chan) e stavo subito per chiamare i rinforzi finché non ho letto i commenti dopo... Japan-Chan, non farmi più venire certi colpi D:
      Un'ultima cosa, tra gli scrittori migliori non so decidermi tra Tata-Chan e Japan-Chan ma credo che sceglierò... Me :thumbup:
    • micheleX wrote:

      Ma io non ho fatto cenno alla storia di Marneus u.u
      Ho detto: "Chiedi a Marneus, ne ha lette più di me".
      Ups, errore mio.

      micheleX wrote:

      Se volevi fare una rappresentazione sulla forza della follia.. beh, non so come dire, Japan.. a me non è passato neanche per la mente che fosse questo, cioè, non si capisce proprio che l'attenzione dev'essere focalizzata sul sentimento di follia.
      E dire che è una di quelle che mi ha dato più soddisfazione scrivere :c (sarà che Raven brucia Chung sul finale... heheheheh... EHEHEHEH... AHAHAHAHAHAH :evilgrin: :evilgrin: :evilgrin: ).

      giuly wrote:

      OK, partiamo dall'inizio, Japan-Chan( tanto per entrare in confidenza :beer: )
      Come preferisci, giuly-chan :eve:

      giuly wrote:

      le tue storie sono fantastiche, le amo. Spero che tutti siano d'accordo con me dopo quest'ultima affermazione <.< >.>
      Mi lusinghi


      giuly wrote:

      Un'ultima cosa, tra gli scrittori migliori non so decidermi tra Tata-Chan e Japan-Chan ma credo che sceglierò... Me :thumbup:
      Ottima scelta, direi :ninja:
      Display Spoiler
      Ad ogni modo, hai intenzione di continuare il tuo racconto? Puoi impiegare tutto il tempo di cui hai bisogno (giorni, mesi...) ma continuala, consiglio da amico :thumbup:
      Date un'occhiata ai miei racconti, se vi va.

      Mi mancherai, onee-chan

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    • High voltage

      Premessa: per ora non ho intenzione di fornire altri dettagli sulla storia. So perfettamente che così risulta incompleta, ma è una cosa voluta. La trama è (molto alla "lontana") collegata a quella di Brevi irresolutezze.


      Display Spoiler
      -Zanzara?-
      -No.-
      -Elefante?-
      -Nemmeno.-
      -Aquila?-
      -Neanche.-
      -Oh, andiamo!- sbottò il ragazzo castano -Qual è quell’animale “color pulce che non sia una pulce”?-
      -Non è difficile…- rispose l’altro -Tuttavia, se mi rispondi “elefante”… sei parecchio fuori strada.- sospirò, sistemandosi l’arco sulla schiena -Comunque, qui abbiamo finito, no?- chiese ancora.
      Un’enorme ascia, completamente nera, lavorata in modo piuttosto rozzo, piovve roteando dal cielo e conficcandosi nel ghiaccio.
      -A quanto pare no.- rispose il ragazzo castano sollevando il suo enorme spadone a due mani e voltandosi.
      -Ha un aspetto inquietante.- disse con estrema calma l’arciere, fissando il presunto proprietario dell’ascia.
      -Come darti torto… sembra un berserker…-
      -Penso lo sia davvero.-
      -Woah!- esclamò lo spadaccino -Lascialo a me, ti prego!-
      Il ragazzo biondo, in realtà, aveva già messo mano all’arco, ma lo sguardo del fratello, che ricordava tanto quello di un bambino che aveva appena trovato un nuovo giocattolo, lo fece desistere.
      -Va bene, sistemalo per le feste.- concluse sospirando.
      -Yeah!- esclamò ancora l’altro conficcando la propria arma nel ghiaccio -Sarà un vero piacere.- sibilò sistemandosi meglio l’armatura (che copriva solo il braccio sinistro).
      L’arciere si mise comodo -Sei fortunato che non ci sia Kid con noi, sennò col cavolo che te lo lasciava!-
      -Ahahah, è vero!- osservò lo spadaccino -Chissà come ci rimarrà quando glielo dirò…- Estrasse la spada dal terreno.
      -Sei un tipo molto gentile, sai!- urlò al berserker, in piedi, perfettamente immobile sul terreno ghiacciato. -Non metti fretta all’avversario, davvero molto gentile.-
      -Quindi… vuoi davvero combattere?- chiese il losco personaggio senza alcun tono nella voce -Non tenti di scappare?-
      -Pensavo che sarei stato io a fare questa domanda.- rispose il guerriero castano. L’altro sogghignò e disse: -Mi piace il tuo modo di fare. Quindi mi restituirai la mia arma prima di iniziare?-
      -Certamente!- rispose lo spadaccino afferrando l’immensa ascia -Tutta tua!- e con forza sovrumana, la scagliò verso il proprio avversario; quest’ultimo non ebbe difficoltà nell’afferrarla al volo.
      -Sto arrivando!- esclamò il guerriero sollevando l’enorme spada come fosse uno stuzzicadenti, dopodiché scattò in avanti a gran velocità. Dopo pochi istanti, erano già l’uno di fronte all’altro, combattendo a enorme velocità.
      -Sembra un tipo in gamba…- osservò fra sé e sé l’arciere, seduto su una roccia a fissare lo scontro. -Riesce sia a parare tutti gli attacchi, sia a contrattaccare. Non è solo veloce… è anche molto forte.-

      -Niente male… davvero!- disse lo spadaccino -Vediamo come te la cavi con questo…- Impugnò la spada con entrambe le mani; un cerchio color rosso fuoco apparve sotto i propri piedi: al suo interno, vi erano inscritti simboli magici. Restò così per una manciata di secondi, dopodiché scattò in avanti. Il berserker restò immobile, impugnando la propria arma con la sola mano destra, in modo da toccare il terreno con la lama. Il suo corpo venne improvvisamente avvolto da una sottile aura scura, ma non si mosse di un millimetro: si limitò a sogghignare.
      -Rising dragon!- urlò il ragazzo: sollevando l’arma verso il cielo in un unico, rapido movimento, evocò un drago dal sottosuolo che investì il suo avversario; quest’ultimo venne scaraventato in aria e, quando cadde al suolo, il drago era già scomparso. Lo spadaccino conficcò la spada nel terreno e, ansimando, rimase in piedi mantenendosi per l’elsa dell’arma.
      -Uff… era veramente forte…- disse fra sé.
      Improvvisamente, il berserker, come se nulla fosse successo, si rimise in piedi. -Allora?- chiese -Vogliamo continuare o preferisci riposarti?- Il ragazzo rimase stupefatto: “Non… non si è fatto niente?!” pensò.
      -Se non ti spiace- continuò l’avversario -io ricomincerei.- Detto ciò, impugnando la sua enorme ascia, corse a gran velocità verso lo spadaccino. -Prendi questo!- urlò, e sfoderò dall’arma un’enorme onda di energia che, esplodendo in decine di scariche elettriche, colpì in pieno l’avversario scagliandolo in aria -Non ho finito!- disse a gran voce eseguendo un ampissimo salto verso il corpo del ragazzo: in pochi, rapidissimi movimenti, sistemò l’arma dietro la schiena, roteò su sé stesso e, con entrambe le mani chiuse a pugno, colpì il proprio avversario dritto allo stomaco, facendolo precipitare al suolo a gran velocità.
      L’arciere scattò in piedi: “la vedo brutta…” pensò.
      -Che… che cosa sei, tu?- farfugliò il guerriero castano.
      -Pensavo l’avessi capito: sono un berserker.- rispose l’altro con estrema calma.
      -No… tu sei un mostro…-
      -Mostro?- sogghignò -Io sono un demone. Mostro è riduttivo.-
      -Ma davvero?- lo spadaccino, ancora steso sul terreno ghiacciato, posò la mano sulla gemma blu incastonata nell’armatura del braccio sinistro: la pietra cominciò a mandare dei bagliori e a diventare sempre più luminosa.
      “La vedo davvero brutta…” pensò ancora l’arciere.
      L’armatura fu percorsa da una serie di linee blu e rosse e, improvvisamente, cadde a pezzi, mostrando il braccio del guerriero: era diventato più sottile e di un colore rosso molto scuro, sembrava ricoperto di sangue; era avvolto da una sottile aura, anch’essa rossa che, a differenza del braccio, era lucente; le dita si erano fatte più sottili e allungate, erano diventate dei veri e propri artigli.
      -Che coincidenza!- esclamò il ragazzo -Anche io sono un demone!- Detto questo, i suoi occhi divennero completamente di fuoco, al punto tale che la pupilla non fosse più visibile; il berserker fece una smorfia: -Questo non era…- un’improvvisa esplosione travolse lo spazio circostante.
      “Ora senti che casino…” constatò l’arciere fra sé.
      Lo spadaccino uscì fuori dal fumo dell’esplosione facendo roteare con la mano destra sulla propria testa il suo spadone: -Dai, fatti vedere, lascia che ti mostri com’è fatto un vero demone!-
      Il berserker , con un movimento fulmineo, apparve davanti al suo avversario eseguendo un violentissimo fendente; il guerriero lo parò semplicemente con la mano sinistra e contrattaccò a sua volta con un altro fendente: l’altro parò il colpo allo stesso modo. Restarono così per diversi secondi.
      -Non male…- constatò sorridendo il ragazzo -Vediamo come te la cavi adesso.- Con la mano sinistra spezzò la lama dell’ascia e in un unico, rapidissimo movimento, afferrò con la stessa mano il volto dell’avversario.
      -Yami ni Kuwarero!- urlò a pieni polmoni.
      Silenzio.
      Dal nulla, comparvero centinaia di lame, lunghe e sottili di color rosso sangue; nel giro di pochi istanti, roteando attorno ai due combattenti, iniziarono a colpire ripetutamente il berserker, trapassandone la corazza come se nemmeno esistesse. Le lame si muovevano in modo talmente veloce da sembrare, nell’insieme, un unico, immenso tornado. Improvvisamente, senza alcun preavviso, scomparvero.
      Di nuovo, qualche istante di silenzio.
      Il ragazzo scagliò il berserker per aria e, immediatamente dopo, puntò la spada verso quel corpo ormai privo di forze. -Tirànto Rev!- urlò a squarciagola, dopodiché un enorme proiettile di fuoco investì l’avversario, provocando una vastissima esplosione.

      -Non era umano.- disse il ragazzo al fratello -Ha resistito al Rising Dragon come se niente fosse.-
      -Invece è del tutto normale.- rispose l’arciere -Lo ho osservato attentamente con l’Ookai.-

      NOTA: “Ookai” è il nome di un potere in grado di analizzare le tecniche di tipo magico dell’avversario. In alcuni casi, permette anche al possessore di copiarle ed eseguirle.

      -Ebbene?- chiese a bruciapelo lo spadaccino, incuriosito.
      -Ha usato una particolare tecnica che permette al suo corpo di non sentire dolore.-
      -Esiste una roba del genere?- chiese ancora il guerriero. -Bah, roba per principianti. È importante avvertire il dolore durante uno scontro…-
      -Verissimo,- lo interruppe ancora l’arciere -ma se tu fossi stato veramente privo di forze come sembravi dopo il Rising Dragon, saresti stato schiacciato da un avversario apparentemente immortale. Non so se mi spiego, ti avrebbe ucciso in una sensazione di impotenza e debolezza.-
      -Urgh…- sussultò l’altro -Detto così suona inquietante…-
      -L’importante è essercene liberati. Allora, torniamo al campo?-
      -Sì, direi che è il momento… ma lascia che ti faccia una domanda.-
      -Dimmi.-
      -Qual era poi quell’animale color pulce che non sia una pulce?-

      -Mi ha menato di brutto.- disse, ancora sanguinante, all’uomo di fronte a lui.
      -Non importa- rispose l’altro sistemandosi i capelli bianchi -l’importante era accertarsi delle sue capacità.-
      -Che figuraccia infame.- disse qualcun altro senza tono nella voce -Ti ha schiacciato, altro che menare di brutto.-
      -Tsk- fece il berserker -tu non saresti durato nemmeno la metà. Ti ricordo che, fra noi due, sono riuscito a sconfiggere la bestia maledetta… vuoi che ti ricordi anche la tua esile performance?-
      -Bah, taci.- disse l’altro sogghignando.
      -Su, calmi- disse l’uomo dai capelli bianchi sospirando -abbiamo ancora tanto da fare.-
      Date un'occhiata ai miei racconti, se vi va.

      Mi mancherai, onee-chan

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    • Down the road

      Premessa: questo è il nulla. Il nulla più totale. Non so perché l'ho scritto, per certi versi è anche inquietante. Non sarò responsabile se eventualmente, dopo aver letto sta roba, decideste di suicidarvi.

      Display Spoiler
      -Beccati questo!- disse impugnando un divano a cassettoni.
      -Noooooooooo!- rispose l’altro agitando freneticamente le palme dei piedi. Anche se, più che palme, sembravano abeti.

      Entrò una donna. Capelli lunghi bianchi. E basta. Erano capelli lunghi bianchi che fluttuavano. Inquietante, vero? Un uomo-luce, però (non posso dirvi cosa sia un uomo-luce per motivi politici), notò i capelli e giunse ad una conclusione: “se alla parola ‘capelli’ aggiungo una P, ottengo la parola cappelli, e così saranno cappelli fluttuanti!”
      “Oppure ottieni la parola 'capellip'.”
      “Giusta osservazione.” Disse l’uomo-luce.

      Grazie mille. A presto e grazie ancora per un po’. Il mondo. I miei voti. E poi. I dati per le informazioni e per questo motivo che non si è rotto il suo numero dei partecipanti al progetto, per la sua risposta. Ho fatto il giro in bici e poi si è rotto. Il mondo. I miei voti. Il mondo è un po’ di più. La ringrazio e le altre cose che non è che il mio amico, ma se non si sa che non è che il mio amico, ma non mi piace, ma non mi piace. Il mondo.

      Finalmente, sono arrivato. Che posticino cupo, eh… hey, ho sentito un cane abbaiare. Anzi, sono almeno tre cani. OMMIODDIO è un elefante-cammello. Quasi quasi faccio retrofront e me ne torno a casa…
      “Aspetta!” urla qualcuno “Non andartene!”. Mi volto e vedo… un… albero con tre zampe?
      “Eh scusi!” rispondo correndo “Ho da fare!” Ma siccome il suo simpatico verme-falco mi sbarra la strada, mi fermo e lo ascolto. “Devo darti questo!” dice porgendomi un candelotto di dinamite acceso.
      Che tipo simpatico, eh?

      “Allora, ti spiego. Ero da solo in questo prato a suonare il mio piano. Ad un certo punto ho cominciato a suonare con violenza, e così ho usato non solo il piano, ma anche il forte… e sai che è successo?”
      “No, che è successo?”
      “E che ne so io, se lo sapessi non te lo chiederei.”

      “Vedi ragazzo, qui sul campo di battaglia devi essere pronto a morire per la patria!”
      “Ma papà, pensavo fosse una semplice partita di calcetto.”

      -Allora… quanto tempo starai via?- chiese la giovane donna, con un tono che dir depresso è poca roba.
      -Non… non lo so.- ammise l’uomo -Potrebbe andare per le lunghe.-
      La donna iniziò a lacrimare; corse verso l’uomo e lo abbracciò dicendo: -Ti prego… ti prego, non… non andare.- Le sue parole erano interrotte da singhiozzi -Ho paura… ho paura…- L’altro non aggiunse nulla: restava in silenzio, fissando la sua amata piangere sul suo petto. Tante volte, anche prima che si conoscessero, aveva desiderato una scena del genere. Non in quella situazione, però. Si limitò a carezzarle i corti capelli biondi. Dopo un’infinità di istanti, sollevò il volto di lei, e la baciò sulle labbra.

      “Più o meno, stava là, con i nasi incrociati.”
      “Tutti e tre i nasi?”
      “No, solo cinque.”
      “Uhm, strano. Ha notato qualcos’altro di sospetto?”
      “Aveva solo due piedi, e impugnava una cocomero di gomma.”
      “Cocomero… di gomma.” Disse fra sé l’uomo prendendo appunti sul suo black-notes.
      “C’era anche un condor!” esclamò l’altro.
      “Dove?”
      “In Argentina, l’anno scorso.”
      “Dannazione, perché non l’ha detto subito?!” Dopodiché, cominciò a correre.
      “Dove sta andando, scusi?”
      “A Istanbul!”
      “Ma quella non è la strada per Stoccolma!”
      “Tutte le strade portano a Roma!”
      Date un'occhiata ai miei racconti, se vi va.

      Mi mancherai, onee-chan

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    • o_O

      Va bene, vediamo le parti preferite:

      "
      “Vedi ragazzo, qui sul campo di battaglia devi essere pronto a morire per la patria!”
      “Ma papà, pensavo fosse una semplice partita di calcetto.”
      "

      (ottima, non come quella sopra che è squallida xD)
      e

      "-Allora… quanto tempo starai via?- chiese la giovane donna, con un tono che dir depresso è poca roba.
      -Non… non lo so.- ammise l’uomo -Potrebbe andare per le lunghe.-
      La donna iniziò a lacrimare; corse verso l’uomo e lo abbracciò dicendo: -Ti prego… ti prego, non… non andare.- Le sue parole erano interrotte da singhiozzi -Ho paura… ho paura…- L’altro non aggiunse nulla: restava in silenzio, fissando la sua amata piangere sul suo petto. Tante volte, anche prima che si conoscessero, aveva desiderato una scena del genere. Non in quella situazione, però. Si limitò a carezzarle i corti capelli biondi. Dopo un’infinità di istanti, sollevò il volto di lei, e la baciò sulle labbra.
      "

      (Che è stranamente seria.. forse un nonsense nel nonsense? o.o)


      GRAZIE PER L'AVATAR, ANGELYNE!

      u.u
    • Premessa: tratto da una storia vera.


      Display Spoiler
      Si potrebbe pensare che in piazza San Rocco, nucleo del comune di Barano d'Ischia, non vi sia nulla di particolarmente interessante da vedere, né da fare. Ebbene, è vero: una piazza spoglia, priva di qualsivoglia attrazione o attività (fatta eccezione per il circolo ricreativo, luogo di ritrovo per gli anziani che, come si può immaginare, non è un granché come attrazione); quanto meno, ciò conferisce una certa tranquillità al paesaggio.
      Quel 16 luglio, però, le cose andarono diversamente. Usciti dal bar Ferrari, io e il mio vecchio (si fa per dire) amico Antonio, decidemmo di gustare i gelati appena comprati su una delle panchine della piazza che dava sulla strada: in quanto entrambi amanti della tranquillità, eravamo certi di aver scelto un luogo ottimale; ma ci sbagliavamo, e ce ne rendemmo conto solo più tardi.
      Un camion-frigorifero: ecco da dove iniziò tutto. Uno di questi camion, infatti, era stato parcheggiato dinnanzi all'edicoletta della famiglia Foglia (chi è stato almeno una volta in quel di Barano, avrà senza dubbio modo di ricordarsene). Per qualche ragione, l'autista, dopo aver parcheggiato, aveva aperto lo scompartimento posteriore, mostrando un ricco carico di carne: non poteva scegliere momento peggiore. Una volta aperto il camion, all'improvviso, come fosse apparso dal nulla, un enorme cane dal folto pelo balzò all'interno del veicolo e, in pochi istanti, ne uscì tenendo saldo fra i denti un succoso pezzo di carne. L'autista, con espressione inferocita, si gettò all'inseguimento del ladro, urlando e sbraitando a squarciagola: "Al ladro! Al ladro! Prendetelo!". Nel giro di pochi attimi, in molti si unirono alla caccia: Rocco (il fruttivendolo), Sami (il figlio del pizzaiolo), Paco (il barbiere) e fece la sua comparsa perfino Lazzarella (lo spazzino), che scese dal furgone della spazzatura per acciuffare il ladro a quattro zampe. "Scommetto 5 euro" disse Antonio, gustandosi il suo gelato all'amarena "che non lo riescono a raggiungere". E, per Giove, Antonio vinse la scommessa.
      Date un'occhiata ai miei racconti, se vi va.

      Mi mancherai, onee-chan

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    • Sembra uno di quei pezzi di testo che prendono dai libri e mettono nei testi di grammatica per fare l'analisi logica o del periodo :o

      Mi piace questo stile di scrittura, si sente la differenza :D

      Avresti dovuto continuarlo, però :( così non dai molto da dire.

      Hm.. gelato all'amarena *o* l'unico che mangio :c


      GRAZIE PER L'AVATAR, ANGELYNE!

      u.u